Keystone - foto d'archivio
L'OSPITE
17.09.2020 - 16:300

Un chiaro NO all’iniziativa per la disdetta!

PS Ticino e Verdi del Ticino

Il Partito Socialista e i Verdi del Ticino raccomandano di votare un chiaro NO all’iniziativa per la disdetta in votazione popolare il 27 settembre 2020. L’iniziativa porterebbe all’isolazionismo, toglierebbe la protezione delle lavoratrici e dei lavoratori introdotte grazie alle misure di accompagnamento, creerebbe ulteriore dumping salariale e porterebbe danno anche al settore della ricerca e della formazione.

L’iniziativa detta “per un’immigrazione moderata”, già ingannevole nel nome, vuole disdire l’accordo sulla libera circolazione delle persone (ALC) con i paesi dell’Unione Europea (UE) mettendo a repentaglio gli accordi bilaterali e danneggiando considerevolmente al contempo i rapporti diplomatici con le nazioni vicine. In particolare l’iniziativa decreterebbe la fine di tutti quegli accordi ad esso legati, sancendo la fine certa degli accordi contenuti nel primo pacchetto i Bilaterali I, non offrendo nel frattempo alcuna soluzione alternativa.

Come se ciò non bastasse l’iniziativa si spinge ancora oltre poiché nel testo in votazione (art. 121 b. capoverso 2) è chiaramente espressa l’intenzione di proibire a tempo indefinito la conclusione di qualsiasi tipo di trattato internazionale che permetterebbe la libera circolazione delle persone a cittadini stranieri.

La fine dei Bilaterali I comporterebbe gravi conseguenze nel mondo del lavoro e significherebbe la cessazione di tutte quelle misure di accompagnamento che in Ticino sono fondamentali per contrastare le derive delle politiche neo-liberali. Tali misure permettono di verificare il rispetto delle minime condizioni lavorative e salariali sul luogo di lavoro, l’obbligatorietà dei contratti collettivi di lavoro, di poter stipulare contratti normali di lavoro (ampiamente utilizzati in Ticino) e di regolamentare i lavoratori distaccati.

Qualora accettata questa iniziativa danneggerebbe gravemente anche settori fondamentali per l’economia svizzera come quello della ricerca e della formazione.

Ricercatrici e ricercatori, non potrebbero più ottenere finanziamenti o partecipare a qualsiasi programma di ricerca sponsorizzato dall’UE così come le studentesse e gli studenti vedrebbero severamente limitate le loro possibilità di accedere ai programmi di scambio con le università europee.

Diciamo NO ad una politica di soluzioni fittizie, NO ad ulteriori incertezze nel mondo del lavoro, NO a una politica isolazionista e xenofoba che fa del lavoratore straniero un capro espiatorio, che non guarda alla vera radice dei problemi nel mondo del lavoro e ne crea di ulteriori.

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