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L'OSPITE
17.07.2020 - 15:450

Il Municipio boicotta i commercianti di Gandria

Gruppo Moratoria

Dopo mesi di discussioni, proteste, prove, riprove e millantati “gruppi di lavoro” attorno alla barriera che blocca l’entrata in paese ai non residenti, il Municipio di Lugano ha partorito … un fantozzino.

Ha infatti decretato “l'introduzione della barriera dinamica così come indicato dalla Polizia Città di Lugano. Il numero dei non residenti che potranno accedere verrà definito con la CQ di Gandria e il Gruppo moratoria. Si proporrà 12 posti-auto, poi l'esperienza consiglierà se aumentare o diminuire questa cifra”.

In realtà l’esperienza sta già dimostrando che con la barriera aperta e il semplice cartello nel punto di equilibrio per limitare l’entrata ai non residenti funziona, in questo modo si mantiene la zona tampone, di una trentina di posti da spartirsi tra diverse tipologie di utenti: residenti, lavoratori, avventori, turisti, abitanti di case secondarie, inquilini di airbnb, amici e familiari in visita.

Si consente anche a chi proviene dall’Italia di inoltrarsi a Gandria invece di recarsi fino a Castagnola per poi tornare per accedere al parcheggio adiacente sulla strada cantonale.

Cos'è la “barriera dinamica”? Un semaforo che deve dosare le entrate e che naturalmente costerà qualcosa ai contribuenti. Ma perché diventa necessario se tutto funziona? Perché un paio d’anni fa la Commissione di Quartiere, convincendo il Vice-Sindaco Bertini ha deciso, di “blindare” il villaggio contro i “forestieri” con una barriera che doveva togliere la zona tampone. La totalità dei commercianti di Gandria è insorta contro il provvedimento, raccogliendo il sostegno di oltre il 60% dei residenti del nucleo. Assieme hanno formato un “gruppo moratoria”, hanno fornito analisi, monitoraggi e proposte concrete.

Niente è stato tenuto in considerazione, il semaforo fantozziano serve a “salvare la faccia” di poche persone autoritarie (non certo autorevoli) a scapito dei Gandriesi e dei suoi commerci, perlomeno, il semaforo, ogni tanto arrossisce.

Vogliamo che i 30 stalli della zona tampone siano mantenuti e chi arriva dall’Italia possa entrare a Gandria. Vogliamo che il commercio e la vita di Gandria siano risparmiati da provvedimenti che li boicottano, ancor più in questo momento di crisi e di traffico dei battelli ridotto del 70%. È troppo chiedere per il Municipio di Lugano?

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