La Global Sumud Flottilla torna in mare: nuova spedizione umanitaria

Il prossimo 29 marzo da diversi porti del Mediterraneo un doppio convoglio di aiuti - marittimo e terrestre - partirà per la Palestina.
Il prossimo 29 marzo da diversi porti del Mediterraneo un doppio convoglio di aiuti - marittimo e terrestre - partirà per la Palestina.
Torna in mare. Con rotta ancora una volta le coste di Gaza. Stiamo parlando della Global Sumud Flottilla. Stavolta però la spedizione umanitaria, oltre che sulle acque del Mediterraneo, si muoverà anche via terra. L’operazione mobiliterà migliaia di partecipanti provenienti da oltre 100 paesi. La flottiglia marittima partirà da Barcellona, da alcuni porti in Italia e tunisini, e da altre località del Mediterraneo, e contemporaneamente il convoglio terrestre avanzerà verso Gaza dall’Africa settentrionale.
Gli organizzatori hanno descritto la missione della primavera 2026 «come un atto senza precedenti di resistenza civile globale, mobilitato in risposta al fallimento catastrofico dei governi e delle istituzioni internazionali nell’arrestare il genocidio, l’assedio, la fame di massa e la distruzione sistematica della vita civile a Gaza da parte di Israele» hanno sottolineato.
«Questo è il nemico che stiamo affrontando. Non è una persona, è uno stile di vita che determina il futuro di altre nazioni» ha dichiarato Saif Abukeshek, del Comitato direttivo GSF. Gli attivisti che saliranno a bordo delle barche che compongono la flotta GSF sono infermieri e operatori sanitari, educatori, ingegneri e squadre di ricostruzione pronti a sostenere la sopravvivenza e la ripresa delle comunità, ma anche «investigatori di crimini di guerra ed ecocidi e osservatori legali che documenteranno le violazioni del diritto internazionale» spiegano dalla GSF, specificando che stavolta «la missione non è simbolica né esclusivamente umanitaria» bensì «un intervento materiale basato sul diritto internazionale, sulla responsabilità collettiva e sul rifiuto di normalizzare la sofferenza di massa dei civili».
Come per la precedente missione, su una delle imbarcazioni salirà anche il nipote di Nelson Mandela, Nkosi Zwelivelile "Mandla" Mandela, convinto di «potere isolare Israele dell'apartheid, farlo crollare e portarlo in ginocchio come abbiamo fatto con il Sudafrica dell’apartheid» si legge sempre nella stessa nota di GSF.
La nuova missione della Global Sumud Flottilla segna anche la netta presa di distanza, nonché il rifiuto, «delle recenti proposte di "ricostruzione di Gaza" senza sovranità palestinese o responsabilità, «inclusi piani che rafforzerebbero il controllo esterno negando ai palestinesi il diritto all’autodeterminazione» sottolineano.




