Bufera su Starmer per la vicenda Epstein-Mandelson

Premier sotto pressione per il coinvolgimento di Mandelson nello scandalo Epstein: il Labour teme una crisi senza precedenti.
Premier sotto pressione per il coinvolgimento di Mandelson nello scandalo Epstein: il Labour teme una crisi senza precedenti.
LONDRA - Monta la bufera sul premier laburista britannico Keir Starmer - già sotto tiro da mesi per varie vicende - per le ultime rivelazioni sul coinvolgimento nello scandalo riguardante il defunto finanziere pedofilo americano Jeffrey Epstein di Peter Mandelson.
Quest'ultimo è l'ex controversa eminenza grigia del New Labour di Tony Blair, riciclato circa un anno fa da sir Keir per la designazione politica ad ambasciatore negli Usa di Donald Trump, salvo essere poi silurato obtorto collo nel giro di pochi mesi.
La stampa evoca ormai uno scenario in cui il primo ministro appare impegnato in un battaglia per la sua stessa sopravvivenza politica. Mentre c'è chi parla di effetti potenzialmente peggiori per il Labour starmeriano rispetto a quelli del cosiddetto 'scandalo Profumo' che nel 1963 segnò di fatto la fine dei governi Tory britannici della generazione churchilliana.
Starmer è sotto accusa da parte di tutte le forze di opposizione, ma anche di non pochi esponenti della maggioranza laburista, dopo essere stato forzato ieri in Parlamento a cedere sulla promessa di pubblicazione di tutte le carte relative al processo di nomina di Mandelson ad ambasciatore. Accettando d'essere in sostanza 'commissariato', a scanso di sospetti d'insabbiamento, con il coinvolgimento di una commissione parlamentare al fianco del governo sulla scelta di quella parte di documenti destinati a restare riservati per asserite ragioni di sicurezza nazionale.
Ad aggravare la sua posizione c'è del resto l'ammissione a cui è stato costretto alla Camera dei Comuni, dinanzi alle incalzanti contestazioni della leader dell'opposizione conservatrice Kemi Badenoch, di essere stato messo a conoscenza dagli apparati d'intelligence - prima della riesumazione di Mandelson - dei legami intrattenuti da questi con Epstein anche dopo la condanna del 2008 faccendiere per sfruttamento sessuale di minorenni.
Ingannati dalle bugie - Starmer e i suoi fedelissimi insistono da parte loro a sostenere di essere stati ingannati dalle "bugie" dell'ex ministro su alcune vicende più gravi che le rivelazioni recenti avrebbero fatto emergere solo adesso in relazione al caso Epstein.
Mentre continuano (per ora) a difendere il potente quanto chiacchierato capo di gabinetto del premier, Morgan McSweeney, indicato da più parti come una sorta di figlioccio politico del 72enne Peter Mandelson e come promotore della sua nomina ad ambasciatore.
Il tutto mentre la corrente di sinistra del Labour, emarginata sotto la leadership moderata di sir Keir, cavalca anche nuove rivelazioni dei media secondo cui McSweeney si sarebbe servito della consulenza di Peter Mandelson già prima delle elezioni del 2024: per depurare le liste laburiste dai candidati "radicali" più sgraditi sulla scia dell'estromissione dal partito dell'ex leader Jeremy Corbyn.




