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«Non chiamateci mai con quella parola»

Sofia Sadiki racconta a TioTalk le sfide dell’identità rom in Ticino, tra esperienze personali, pregiudizi e parole da evitare.
«Non chiamateci mai con quella parola»
TioTalk
«Non chiamateci mai con quella parola»
Sofia Sadiki racconta a TioTalk le sfide dell’identità rom in Ticino, tra esperienze personali, pregiudizi e parole da evitare.

SAVOSA - «Mi ha perseguitato per tutta la mia giovinezza. E quella parola, che inizia con la “z”, è sbagliata per mille motivi».

L'intervista - Con Sofia Sadiki, ospite della nuova puntata di TioTalk, abbiamo parlato di Rom in Ticino, associazione nata un paio di anni fa fra i palazzi rossi di Biasca, «lì dove le prime persone della nostra etnia d’origine si sono ritrovate». Un’occasione per smontare alcuni pregiudizi duri a morire e per aiutare a scegliere con cura le parole da non usare. Partendo anche dalle proprie esperienze personali.

Il lavoro con i bambini - «Durante l’estate di un paio di anni fa - racconta Sofia - ho cominciato a frequentare di più la nostra comunità. E, durante un doposcuola, mi sono resa conto di come i bambini manifestassero alcune difficoltà. Facevano fatica, per esempio, a dire quale fosse la loro nazionalità e da dove provenissero. In questo modo tendevano a nascondere la propria identità».

Unire le storie, creare il futuro - Uno degli obiettivi dell’associazione è «mostrare e raccontare chi siamo», aiutando a capire la propria identità. Seguendo il proprio motto: «Unire le storie, creare il futuro». Del resto, i rom ticinesi, circa 4’000, «sono sedentari da generazioni». Da questo punto di vista, la conoscenza «potrebbe essere uno strumento per abbattere le barriere ancora esistenti».

Gli stereotipi sulla propria pelle - Per quanto riguarda gli stereotipi e i pregiudizi, Sofia spiega di averne vissuti anche sulla propria pelle, «più da parte di persone migranti che da chi è nato e cresciuto qui». Uno per uno, smonta i luoghi comuni che presentano i rom, per esempio, come una popolazione nomade, proveniente solo dall’Est Europa o dedita ai furti.

«Razzializzati e cacciati» - «In Svizzera in generale sono sedentari - aggiunge - è bene dire che, comunque, nella storia il nomadismo non è stata una decisione o un “fattore genetico”. Si è trattato di un obbligo: per via della diversità, i rom sono stati razzializzati e cacciati».

Le parole da non usare - Nell’intervista video, Sofia elenca i sostantivi dispregiativi e che sarebbe meglio non usare: «Non è offensivo se qualcuno non lo sa - precisa - però, una volta spiegato, sarebbe carino ci si adattasse. È così facile preferire altre parole».

I contatti - L'associazione è presente sui social: chi fosse interessato può trovarli, per esempio, su Instagram e TikTok. L'indirizzo mail è: "rominticino@gmail.com".

Guarda l'intervista integrale e gli altri episodi di TioTalk su Tio.ch, oppure sul nostro canale YouTube.

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