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LUGANO

Se il suo cuore si ferma, hai pochi minuti per salvargli la vita

Oggi è il World Restart a Heart Day, gli studenti luganesi imparano le manovre che possono salvare una vita.
Se il suo cuore si ferma, hai pochi minuti per salvargli la vita
Se il suo cuore si ferma, hai pochi minuti per salvargli la vita
Davide Giordano tio.ch
Se il suo cuore si ferma, hai pochi minuti per salvargli la vita
Oggi è il World Restart a Heart Day, gli studenti luganesi imparano le manovre che possono salvare una vita.

LUGANO - Può succedere ovunque. Per strada, al lavoro o tra le mura di casa. Una persona si accascia improvvisamente e il suo cuore smette di battere. In quel momento, a fare la differenza tra la vita e la morte potrebbe essere proprio chi le sta accanto. Non necessariamente un medico, ma un semplice cittadino che sa come intervenire. È questo il messaggio al centro del World Restart a Heart Day, la Giornata mondiale dedicata alla sensibilizzazione sull'arresto cardiaco.

In Ticino, in media un arresto cardiaco al giorno.
«Ogni minuto che passa dall'arresto cardiaco all'inizio della rianimazione, le probabilità di sopravvivere diminuiscono del 10%», spiega Claudio Benvenuti, direttore della Fondazione Ticino Cuore. «In Ticino registriamo circa 350 arresti cardiaci all'anno, più o meno uno al giorno». Numeri che sottolineano l'importanza di intervenire tempestivamente.

Per sensibilizzare la popolazione, Croce Verde Lugano e Fondazione Ticino Cuore hanno organizzato una giornata di dimostrazioni pratiche, coinvolgendo gli studenti della scuola professionale di Trevano e i visitatori del Parco Commerciale Grancia 2.

«I giovani sono ambasciatori fondamentali per portare questi messaggi positivi nella società, tra i coetanei e nelle famiglie», sottolinea Andrea Prati, direttore generale di Croce Verde Lugano. «Lavorare sui giovani significa lavorare per una società più sicura e più incline ad aiutare il prossimo».

Un'iniziativa apprezzata anche dalla scuola.
«Siamo lieti di offrire questa giornata alle nostre ragazze e ai nostri ragazzi, perché quanto imparano potrà essere importante anche al di fuori della scuola, come cittadini», racconta Cecilia Beti, direttrice del Centro professionale tecnico di Lugano-Trevano.

Ma cosa fare davanti a una persona colpita da arresto cardiaco?
«La prima cosa è chiamare il 144 e seguire le indicazioni del personale. Bisogna poi iniziare il massaggio cardiaco e, se disponibile, utilizzare un defibrillatore», spiega Benvenuti, ricordando che i possibili danni provocati dalla rianimazione sono ben meno gravi delle conseguenze del non intervenire.

Perché, come sottolinea Prati, «l'errore più comune è pensare che non possiamo fare nulla».

L'obiettivo della giornata?
Costruire quella che Benvenuti definisce «una cultura dell'aiuto spontaneo», nella quale ogni cittadino sia consapevole del proprio ruolo.

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