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CANTONE
11.03.2020 - 13:590
Aggiornamento : 16:07

«Non è una chiusura parziale delle frontiere»

La portavoce dell'AFD fa il punto dopo la chiusura dei valichi minori: «Controlli non sistematici, ma potenziati»

E sulla scelta di recarsi in Italia: «Le frontiere non sono chiuse, ma sono le Autorità italiane a valutare»

LUGANO - «Non si tratta di una chiusura parziale delle frontiere, ma di una misura tecnica volta a canalizzare meglio i flussi di traffico nell'ambito del monitoraggio iniziato lunedì». Cerca di fare chiarezza, la portavoce dell'Amministrazione federale delle Dogane (AFD) Donatella Del Vecchio.

Da questa mattina verso le 11, infatti, nove piccole dogane hanno abbassato la barriera. E così rimarrà «fino a nuove disposizioni», sottolinea la portavoce.

Da lunedì, come noto, è stato istituito un sistema di monitoraggio volto a controllare i flussi tra l'Italia e la Svizzera. Di fatto questi è garantito solo ai lavoratori (muniti di regolare permesso) che si recano in Ticino per esercitare la propria attività professionale.

Controlli potenziati - I controlli, sottolinea Del Vecchio «sono stati potenziati ulteriormente questa mattina, ma non sono sistematici. Non è possibile controllare ogni singola auto, soprattutto nei momenti di maggior traffico. Così facendo si paralizzerebbe la viabilità. Effettuiamo dei controlli a campione. Chi non rispetta i requisiti viene bloccato e si ricordano le disposizioni. Non ci sono sanzioni».

L'ingresso in Italia? Gestito dalle autorità italiane - Diverso è il discorso per chi si trova in Svizzera e intende andare in Italia. «Noi ricordiamo loro che dall'altra parte è "zona rossa". Sconsigliamo vivamente di attraversare il confine e invitiamo a consultare le disposizioni italiane per le quali, ad oggi, gli spostamenti vengono ampiamente limitati».

Il passaggio, insomma, non viene limitato dalle autorità svizzere: «Le frontiere non sono chiuse, ma c'è un contesto particolare. Chi intende attraversarle si assume la responsabilità di viaggiare in una zona ad alto rischio di contagio. Saranno le autorità italiane a decidere se autorizzare o meno questo transito, giudicando la situazione di volta in volta e valutando se lo spostamento è giustificato da validi motivi».

Per chi viene trovato senza una giustificazione valida, secondo il decreto italiano, può incorrere in una sanzione che parte dai 206 euro di multa e può arrivare fino a tre mesi di arresto. 

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