Dall’‘Io’ al ‘Noi’: a Lugano il volontariato si rinnova e rafforza la comunità

Quasi 200 persone hanno partecipato a Lugano al convegno sul futuro del volontariato, tra sfide, nuove forme di impegno e valorizzazione delle comunità.
Quasi 200 persone hanno partecipato a Lugano al convegno sul futuro del volontariato, tra sfide, nuove forme di impegno e valorizzazione delle comunità.
LUGANO - Quasi 200 partecipanti si sono riuniti al palazzo dei Congressi di Lugano per il convegno “Volontariato in movimento. Sfide e opportunità delle nuove forme di impegno”, organizzato da Volontariato Ticino nell’ambito dell’Anno internazionale dei volontari per lo sviluppo sostenibile.
L’incontro ha offerto uno spazio di confronto tra organizzazioni, enti pubblici, media, volontari e cittadini interessati a riflettere sulle trasformazioni del volontariato e sulle nuove modalità di partecipazione nella società contemporanea.
Il ruolo di Volontariato Ticino e saluti istituzionali - Il convegno si è aperto con l’intervento della presidente della Conferenza del volontariato sociale (CVS), Sabrina Antorini Massa, che ha sottolineato l’evoluzione del volontariato e la necessità di modelli più flessibili per coinvolgere le nuove generazioni. Ha ribadito il ruolo di Volontariato Ticino nella promozione e nel supporto di un volontariato competente, strutturato e sostenibile, e ricordato l’impegno della Città di Lugano nel valorizzare la partecipazione civica e il riconoscimento della cittadinanza attiva.
Raffaele De Rosa ha ringraziato i volontari, sottolineandone il valore fondamentale per la coesione sociale e il benessere della comunità. Ha richiamato l’importanza di celebrare pubblicamente l’impegno dei volontari e di consolidare il riconoscimento istituzionale del loro contributo alla società ticinese.
Volontariato in Svizzera: dati, condizioni quadro e sviluppi - La seconda relatrice, Sibylle Freudweiler-Haab, presidente di benevol Schweiz, ha presentato un’analisi dettagliata del volontariato in Svizzera, supportata da dati quantitativi e qualitativi. Ha illustrato strumenti federali di supporto, come piattaforme digitali per l’incontro tra volontari e associazioni, e ha evidenziato la necessità di percorsi accessibili, trasparenti e privi di barriere. Freudweiler-Haab ha distinto tra volontariato formale – circa il 21% della popolazione attivo nelle associazioni – e volontariato informale – 26% della popolazione coinvolta in aiuti spontanei, vicinato e reti sociali – sottolineando la crescente preferenza per forme rapide, episodiche e meno gerarchizzate, soprattutto tra le nuove generazioni. Ha anche evidenziato differenze di genere e settore: le donne prevalgono nel volontariato informale, mentre gli uomini sono più presenti nel volontariato organizzato, soprattutto sportivo. Infine, ha ricordato la necessità di sviluppare nuove metodologie per studiare il volontariato informale, meno documentato e più fluido.
Un volontariato in trasformazione - Il sociologo Sandro Cattacin, professore all’Università di Ginevra, ha spiegato come il volontariato non si esaurisca nelle attività associative, ma comprenda anche forme diffuse di impegno civico. Volontariato formale e informale convivono e si trasformano, rispondendo a nuove esigenze di flessibilità. Esperienze recenti, come la risposta spontanea alla pandemia, dimostrano l’importanza di coordinare azioni informali e organizzate. Concetti come le “comunità di cura” e le “infrastrutture della gentilezza” mostrano come la partecipazione civica rafforzi la resilienza del territorio, valorizzando la collaborazione dal basso verso l’alto.
Dall’“io” al “noi” - Il dottor Michele Mattia, psicologo e psicoterapeuta, ha approfondito le motivazioni delle persone a impegnarsi, i bisogni che cercano di soddisfare e le difficoltà che emergono quando l’impegno perde significato o riconoscimento. Le testimonianze di tre volontari in realtà diverse hanno restituito l’essenza del volontariato: l’incontro tra persone, la creazione di legami e il rafforzamento della comunità.
Il ruolo delle istituzioni e del territorio - Moderato dalla giornalista RSI Isabella Visetti, il convegno ha offerto uno spazio di dialogo tra volontari, organizzazioni e istituzioni, ribadendo come il volontariato rappresenti una risorsa imprescindibile per la società e la coesione del Cantone.
Uno sguardo al futuro - Oggi il volontariato è più aperto, dinamico e plurale, ma richiede attenzione, cura e capacità di adattamento. Le organizzazioni devono saper accogliere e accompagnare i volontari, mentre la comunità tutta deve riconoscerne il valore: solo così il volontariato potrà continuare a essere un pilastro della società. Volontariato Ticino continuerà durante l’anno a promuovere iniziative ed eventi per valorizzare il lavoro delle associazioni, incoraggiare nuove persone a mettersi a disposizione e favorire momenti di confronto sul futuro dell’impegno volontario.
Prossimi appuntamenti gratuiti per scoprire le possibilità di volontariato con Volontariato Ticino:
- 14 aprile – Giubiasco, c/o inclusione andicap ticino
- 5 maggio – Locarno-Solduno, c/o Bisprò di Pro Infirmis
- 21 maggio 2026 – Lugano, c/o Croce Rossa Svizzera, Sezione del Sottoceneri.




