Cerca e trova immobili
CANTONE

«So cosa facevi su quei siti...», il ricatto via mail che è una truffa

La “fake sextortion” continua a essere molto utilizzata dai criminali informatici. Cosa fare quando succede, e come controbattere.
Depositphotos (mproduction)
«So cosa facevi su quei siti...», il ricatto via mail che è una truffa
La “fake sextortion” continua a essere molto utilizzata dai criminali informatici. Cosa fare quando succede, e come controbattere.
SAVOSA - «Puoi chiamarmi Grande Fratello, so tutto di te, anche di quei siti a luci rosse che sei solito guardare», inizia più o meno così una email che diversi lettori di tio.ch si sono trovati recapitata nella propria casella di posta elettroni...

SAVOSA - «Puoi chiamarmi Grande Fratello, so tutto di te, anche di quei siti a luci rosse che sei solito guardare», inizia più o meno così una email che diversi lettori di tio.ch si sono trovati recapitata nella propria casella di posta elettronica.

A inviarla, un sedicente hacker che sostiene di possedere - oltre ai dati sensibili - filmati incriminanti che «rovinerebbero sicuramente la tua reputazione se dovessi inviarli a conoscenti e amici».

L'unico modo per evitarlo è quello di pagare una cifra (variabile, mai esagerata ma comunque sostanziosa) a un wallet in criptovalute che viene indicato nella stessa missiva. E non solo, viene posto anche un limite di 48 ore per farlo, pena: la vergogna.

In alcuni casi, i presunti criminali informatici, per rinforzare le proprie rivendicazioni citano anche la password dell'indirizzo e-mail, che alcune volte coincide (oppure è vecchia o addirittura sbagliata).

Una truffa nota e molto diffusa

Ma quindi, c'è da preoccuparsi? Tendenzialmente no, perché si tratta di una truffa - ci spiega il Centro nazionale per la cibersicurezza (Ncsc) - che è nota ed è anche «un metodo di attacco molto diffuso».

Stando ai dati dell'Ncsc quest'anno sono arrivate 1'349 segnalazioni relative a questo tipo di estorsione, mentre l'anno precedente erano state 1'700: «Il livello, quindi, si mantiene stabile e a un livello elevato. Solitamente questo tipo di email vengono spedite a ondate, al momento ci troviamo proprio nel bel mezzo di una di queste», confermano da Berna.

Il modus operandi di queste “fake sextortion” (finte sextortion, ndr.) è sempre più o meno il medesimo: «I malintenzionati inviano un’e-mail in cui affermano di aver raccolto foto o video che ritraggono il destinatario durante una supposta visita su siti pornografici. I ricattatori minacciano di pubblicare tali foto o video qualora non venga pagata una somma di riscatto entro una determinata scadenza. In realtà i ricattatori inviano questi messaggi alla cieca, nella speranza che fra i destinatari vi siano persone che negli ultimi tempi abbiano visitato siti pornografici. La minaccia da parte di questi criminali mira a intimorire i destinatari e a convincerli a pagare la somma richiesta», spiega il Ncsc.

Ignorare, non farsi intimorire e denunciare

Il consiglio è quindi quello di ignorare le email e di non farsi intimorire: «Finora il servizio nazionale di contatto per la cibersicurezza non è a conoscenza di alcun caso in cui fossero effettivamente presenti immagini compromettenti», inoltre «in questa tipologia di truffa il computer della vittima non ha subito alcuna infezione e gli account indicati non sono stati realmente violati»

Per quanto riguarda, invece, le mail di ricatto che contengono una password queste vanno prese un po' più seriamente: «Se questa è ancora in uso, va modificata urgentemente».

Stessa cosa per l'indirizzo del wallet bitcoin, ma per un altro motivo: «possono fornire indizi utili per identificare chi si nasconde dietro alla truffa», da cui l'invito: «Aiutateci nelle indagini e segnalateci eventuali e-mail ricattatorie», conclude il Centro.

Come navigare in piena sicurezza, i consigli del Centro nazionale per la cibersicurezza

- In linea di massima, quando non le usate dovreste coprire per sicurezza le fotocamere di computer, tablet e smartphone. In questo modo potete prevenire fisicamente che hacker e criminali informatici possano accedere alle relative immagini. Potete reperire apposite webcam cover nei negozi specializzati.
- In linea generale dovreste inoltre utilizzare una password diversa per ciascun servizio online. L’uso della stessa password per più servizi aumenta il rischio di una fuga di dati.
- Per i servizi che lo consentono dovreste assolutamente attivare l’autenticazione a due fattori. Questa misura aumenta notevolmente la sicurezza dei vostri dati.

🔐 Sblocca il nostro archivio esclusivo!
Sottoscrivi un abbonamento Archivio per leggere questo articolo, oppure scegli MyTioAbo per accedere all'archivio e navigare su sito e app senza pubblicità.
Entra nel canale WhatsApp di Ticinonline.
Iscriviti alla newsletter giornaliera di Tio per ricevere le notizie più importanti direttamente nella tua casella di posta.
COMMENTI
NOTIZIE PIÙ LETTE