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SAVOSA
05.06.2020 - 06:580
Aggiornamento : 09:07

Una nuova azienda nel panorama ticinese della fisioterapia a domicilio

Sempre più persone hanno bisogno di servizi fisioterapici 7 giorni su 7. Come fare?

In pieno periodo Covid-19 arriva nel Luganese una nuova realtà. «Può migliorare la qualità di vita e la rapida ripresa delle normali attività quotidiane»

SAVOSA - In Ticino il 22,6% degli abitanti ha già compiuto 64 anni. Si tratta di un record a livello nazionale (dati Ufficio federale di statistica, 9 aprile 2019). Con l’aumentare dell’età alcune caratteristiche si accentuano, così come alcuni bisogni. È da questi che nasce Swiss Therapy At Home (STAH), un servizio di fisioterapia a domicilio disponibile 7 giorni su 7. «Si vuole assicurare ai pazienti la necessaria continuità terapeutica indipendentemente da giorni festivi e ferie - spiega il presidente Fabrizio Barazzoni -. L’interruzione temporale della prestazione fisioterapica può essere un fattore negativo riguardo all’evoluzione dei progressi del paziente nel recupero della propria autonomia».

Fabrizio Barazzoni è un nome altisonante nell’universo sanitario ticinese. È stato medico cantonale aggiunto, capo area medica e capo area formazione accademica, ricerca e innovazione della Direzione generale dell’EOC, come pure co-presidente della piattaforma Malattie Rare Svizzera italiana. Un’esperienza importante che, in fase di valutazione, ha permesso alla neonata STAH di capire le reali necessità e i bisogni della popolazione, soprattutto anziana. «Ma anche persone in età lavorativa impossibilitate a recarsi personalmente nello studio di fisioterapia per dare seguito ai trattamenti prescritti dal medico curante». La STAH può offrire trattamenti fisioterapici regolari e specialistici (neurologici, polmonari, osteo-articolari) anche grazie alla presenza nel consiglio di amministrazione di Bruno Naccini, specialista in pneumologia e presidente della Lega polmonare ticinese. 

Andare in questo periodo a casa delle persone non è così semplice e molti sono restii a far entrare il pericolo di contagio. Ma, aggiunge il presidente, «possiamo assicurare che le prestazioni saranno erogate tutte nel totale rispetto delle norme precauzionali d’igiene e comportamentali e quindi in piena sicurezza per i pazienti di cui ci occuperemo e per i nostri collaboratori». La fisioterapia domiciliare si basa sulle indicazioni e sulle prescrizioni fornite dai medici curanti. Nei pazienti post Covid-19 l’approccio è «olistico, in relazione alla loro sfera bio-psico-sociale e ai problemi che ne discendono. Una particolare attenzione verrà sicuramente data anche al sostegno psicologico, orientato verso una ripresa precoce delle normali attività quotidiane».

Se è vero che per alcuni pazienti è fondamentale uscire di casa “anche solo per andare dal fisioterapista”, «introdurre l’intervento fisioterapico all’interno della loro dimensione domiciliare, laddove indicato, può solamente migliorare la loro qualità di vita e quindi la rapida ripresa delle normali attività quotidiane». E una «relazione aperta e costruttiva» con il paziente - con materiale monouso, guanti, mascherine, grembiuli e disinfettanti - consentirà al paziente anche in questo periodo di «soddisfare il bisogno fondamentale di un benessere psico-fisico senza la paura del contagio».

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