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La vicenda si è consumata tra ottobre scorso e gennaio.
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BELLINZONA
14.06.2019 - 07:300
Aggiornamento : 28.06.2019 - 09:25

La 20enne molestata, e licenziata dalla banca

Dietro lo sciopero delle donne di oggi tante denunce mancate. Il caso di una apprendista del Sopraceneri

BELLINZONA - Tra le donne che – non si sa quante, ma tante – parteciperanno allo sciopero di oggi in Ticino ci sarà anche una giovane del Sopraceneri molestata durante l'apprendistato, e poi licenziata senza troppi scrupoli dal datore di lavoro. La 20enne non ha denunciato i fatti, ma si è impegnata attivamente nella campagna femminista: «È stato il mio modo di reagire all'accaduto» racconta. «Volevo voltare pagina».  

I fatti - La vicenda si è consumata tra ottobre scorso e gennaio, e – in assenza di una denuncia – non passerà al vaglio della giustizia. Resta il fatto che la giovane è stata licenziata a gennaio, due settimane dopo avere riferito (a casa e sul lavoro) di essere stata «ripetutamente molestata» da un superiore. Il suo racconto sarebbe stato confermato da un'indagine interna alla banca, grazie ai filmati della videosorveglianza. 

Il danno e la beffa - «All'inizio non ho detto niente, volevo tenere duro fino al termine del semestre di apprendistato. Ma poi tutto è andato a rotoli lo stesso» ha raccontato la giovane a tio.ch/20minuti. Quando non ne ha potuto più, a perdere il posto è stata lei e non il dirigente che – nell'arco di quattro mesi – le avrebbe riservato «ripetuti toccamenti intimi non desiderati, sul luogo di lavoro, comunque sempre sopra i vestiti».

Una donna su due - L'esperienza non è nemmeno così rara. Secondo un recente rapporto di Amnesty International, una donna su cinque in Svizzera subisce abusi sessuali nel corso della vita. «Le molestie sul lavoro in senso lato, da quelle verbali a quelle fisiche, sono ancora più diffuse: parliamo di una donna su due» spiega Alessia Di Dio del collettivo “Io Lotto”, tra gli organizzatori della manifestazione odierna.

«Denunciare è difficile» - Il fenomeno è «in gran parte sommerso» proprio perché «in media solo in due casi su dieci le molestie vengono riconosciute dai tribunali svizzeri» continua Di Dio. «Pochissime vittime denunciano. Per questo chiediamo un intervento a livello legislativo e giudiziario». Dopo la giornata di oggi, le attiviste si aspettano una risposta politica «forte e concreta». 

Alte aspettative - Il coraggio alle donne ticinesi non manca: le organizzatrici prevedono «una partecipazione ampia e diffusa» allo sciopero odierno. «Abbiamo raccolto adesioni in tutti i settori. Il più difficile da coinvolgere? È il terziario, e in particolare il settore finanziario: proprio dove le discriminazioni sono più profonde» spiega Di Dio. Ma la colpa «non è delle donne che non denunciano bensì della politica. Occorrono interventi legislativi concreti, anche sul sistema giudiziario». 

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