Berna spinge per una migliore integrazione degli stranieri nel mondo del lavoro

Chi arriva nella Confederazione per ricongiungersi con i familiari va sostenuto nella formazione e nella ricerca di un impiego. La modifica di legge è stata messa in consultazione
BERNA - Gli stranieri giunti in Svizzera nell'ambito del ricongiungimento familiare vanno sostenuti nella formazione e nella ricerca di un impiego.
È quanto prevede una modifica della legge sugli stranieri e la loro integrazione (LStrI) posta in consultazione oggi fino al 12 di agosto, con l'obiettivo di sfruttare meglio il potenziale di manodopera nazionale offerto dall'immigrazione e dalla conseguente crescita della popolazione.
Cantoni e Comuni dovranno per esempio segnalare all'orientamento professionale, negli studi e nella carriera (OPSC) queste persone prive di prospettive relative a un posto di lavoro o di formazione. Grazie a questa segnalazione si potranno "aiutare queste persone a entrare nel mondo del lavoro" fornendo loro "informazioni dettagliate sulle possibilità d'integrazione professionale e sui relativi requisiti", riporta un comunicato dell'Esecutivo.
Inoltre il Governo ha deciso di mantenere fino al 2030 il programma pilota "Perspecta" grazie al quale l'OPSC "offre consulenza a persone professionalmente qualificate giunte in Svizzera grazie al ricongiungimento familiare aiutandole, se occorre, a far riconoscere il proprio diploma e a inserirsi nel mondo del lavoro".
Si tratta di una delle misure di accompagnamento in vista dell'iniziativa popolare "No a una Svizzera da 10 milioni! (Iniziativa per la sostenibilità)", sulla quale la popolazione si esprimerà il prossimo 14 giugno e che dovrebbe permettere ai Cantoni di disporre di tempo a sufficienza per valutare gli effetti del progetto pilota.



