Limitare i viaggi dei richiedenti l'asilo: sinistra e UDC non ci stanno

Scontro politico sui divieti di viaggio per i rifugiati: il progetto divide la politica
Scontro politico sui divieti di viaggio per i rifugiati: il progetto divide la politica
BERNA - Solo il Centro e il PLR sostengono il progetto del Consiglio federale che limita il diritto di viaggiare per alcune persone nell'ambito dell'asilo. In consultazione, sia l'UDC che la sinistra hanno manifestato la loro opposizione, per motivi diversi.
Stando alla proposta dell'esecutivo, i richiedenti, le persone ammesse provvisoriamente e quelle bisognose di protezione non potranno più recarsi nel loro Paese d'origine o di provenienza né altrove. La Segretaria di Stato della migrazione (SEM) potrà autorizzare viaggi di questo tipo solo in casi eccezionali, come per gli ucraini che beneficiano dello statuto S.
Questi ultimi sono infatti protetti da una normativa speciale del Consiglio federale. Però, invece di 15 giorni per trimestre come in precedenza, ora i beneficiari possono soggiornare in Ucraina solo 15 giorni per semestre.
OSAR, PS, Verdi e UDC contro - L'Organizzazione svizzera di aiuto ai rifugiati (OSAR) critica con veemenza il divieto, che a suo avviso comporta severe e inutili restrizioni dei diritti fondamentali. Oltretutto - sostiene - le eccezioni sono così limitate e specifiche che solo un numero esiguo di persone potrebbe beneficiarne.
Nella sua risposta, l'OSAR chiede adeguamenti che tengano conto della situazione reale dei rifugiati. Ribadisce inoltre la richiesta di uno statuto di protezione umanitaria uniforme per tutte le persone sfollate a causa di una guerra. Questo - afferma - eliminerebbe "l'inaccettabile disparità" tra gli ucraini con statuto S e gli altri stranieri ammessi a titolo provvisorio.
Analogo il punto di vista dei Verdi, per i quali il divieto di viaggio è gravoso, soprattutto nel contesto di altri inasprimenti nel settore della migrazione. Il partito critica inoltre la durata massima di 30 giorni per i viaggi autorizzati eccezionalmente.
Anche il PS chiede l'abolizione della durata massima e tempi di trattamento più brevi nei casi urgenti. A suo avviso le deroghe dovrebbero essere conformi ai diritti fondamentali. I Verdi liberali chiedono dal canto loro un alleggerimento degli ostacoli alle visite a familiari.
Per ragioni diametralmente opposte, il progetto non soddisfa nemmeno l'UDC. Il partito approva lo spirito iniziale della proposta, ovvero divieti rigorosi di ritorno nel Paese d'origine e meccanismi sanzionatori chiari, ma non è convinto dalla sua applicazione.
Autorizzando le persone vulnerabili provenienti dall'Ucraina a viaggiare, il Consiglio federale si sottomette alle normative dell'Unione europea (UE) piuttosto che alle decisioni del popolo svizzero e dei suoi rappresentanti eletti, deplora l'UDC. Per la formazione politica, qualsiasi ritorno in patria deve comportare la revoca automatica dello statuto S e le eccezioni devono essere estremamente restrittive.
Centro e PLR a favore - Pur ritenendo che il divieto generalizzato di viaggio sia nel complesso giustificato, il Centro riconosce che possono esserci motivi legittimi per recarsi all'estero e accoglie quindi con favore le ragioni personali elencate nel progetto. Lo stesso vale per la deroga concessa ai rifugiati ucraini.
Il partito sostiene inoltre il Consiglio federale nella sua volontà di riesaminare questa norma qualora lo statuto di protezione S fosse applicato in un altro contesto.
Il PLR chiede da parte sua che la norma di eccezione abbia un effetto limitato nel tempo e sia oggetto di un riesame periodico. Auspica inoltre misure di accompagnamento chiare ed efficaci contro gli abusi.
Complessivamente, il PLR giudica il progetto opportuno, in particolare perché garantisce la coerenza giuridica con le prassi di Schengen e dell'UE.





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