Il boom del crack non ha freni

Dipendenze Svizzera lancia l'allarme: la cocaina (principale componente) costa sempre meno ed è sempre più diffusa. La Fondazione chiede investimenti e prevenzione.
ZURIGO - In Svizzera il consumo di crack e cocaina è in forte aumento e i prezzi continuano a scendere. È quanto emerge dall’ultimo monitoraggio della fondazione Dipendenze Svizzera, che chiede maggiori investimenti nella prevenzione.
Con l’arrivo dell’inverno, il consumo alla luce del sole si fa sempre più sporadico, ma ci non vuol dire che il problema sia stato risolto. Al contrario, il boom del crack è una realtà in crescendo, legata a una vera e propria «ondata senza precedenti di cocaina» che sta invadendo l’Europa.
Costa sempre meno ed è più pura - Negli ultimi anni, tra l'altro, i prezzi dello stupefacente sono diminuiti drasticamente, mentre la sua purezza è aumentata. A Losanna, ad esempio, dal 2018 il prezzo di un grammo si è ridotto di almeno la metà. In Svizzera il calo è persino più marcato rispetto ad altri Paesi europei.
La cocaina, principale componente del crack, è oggi la droga più diffusa. Il suo effetto è intenso, ma di breve durata, il che spinge i consumatori ad assumerne di continuo. Questo alimenta i comportamenti pericolosi legati all’approvvigionamento, all'aggressività che deriva dall'astinenza e dall'assunzione stessa, oltre che un rapido deterioramento fisico.
Non solo nelle grandi città - Il fenomeno non riguarda più solo le grandi città, ma si estende anche ai centri minori e alle aree periurbane. Secondo la Fondazione, le autorità locali sono molto attive, mentre a livello federale manca un coordinamento efficace. In particolare, si segnalano l’assenza di un’analisi nazionale della situazione, di risorse finanziarie e logistiche per progetti pilota e di una strategia condivisa.
Fentanyl ancora lontano, "grazie" all'eroina - Un dato rassicurante riguarda invece gli oppioidi sintetici: il fentanyl, che in Nord America provoca centinaia di morti al giorno, non è ancora presente sul mercato svizzero. Tuttavia, alcune città stanno già preparando piani di emergenza. La sua assenza è legata anche alla buona disponibilità di eroina, nonostante il divieto di coltivazione dell’oppio imposto dai talebani in Afghanistan.
Dipendenze Svizzera sottolinea infine l’urgenza di investire maggiormente nella prevenzione. Le dipendenze generano costi stimati in circa 8 miliardi di franchi all’anno, includendo anche alcol e tabacco, mentre i fondi per la prevenzione vengono progressivamente ridotti. «È necessario un cambio di rotta», avverte la Fondazione: «Investire nella prevenzione significa ridurre i costi sociali e sanitari futuri».



