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SVIZZERA

È un'inflazione trainata da ciò che mettiamo in tavola

Ad aprile il rincaro dei generi alimentari è risultato superiore del 5.4% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno
È un'inflazione trainata da ciò che mettiamo in tavola
Tipress
È un'inflazione trainata da ciò che mettiamo in tavola
Ad aprile il rincaro dei generi alimentari è risultato superiore del 5.4% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno
NEUCHÂTEL - Sono gli alimentari a trainare al momento l'inflazione in Svizzera: in aprile i prezzi del cibo e delle bevande analcoliche sono risultati del 5,4% superiori a quelli dello stesso periodo del 2022. Nessun altro dei complessivi 12 gruppi...

NEUCHÂTEL - Sono gli alimentari a trainare al momento l'inflazione in Svizzera: in aprile i prezzi del cibo e delle bevande analcoliche sono risultati del 5,4% superiori a quelli dello stesso periodo del 2022.

Nessun altro dei complessivi 12 gruppi di prodotti monitorati dall'Ufficio federale di statistica (UST) mostra una progressione così forte, emerge dalle tabelle diffuse stamani. Al secondo posto vi è il settore del tempo libero e della cultura (+4,1%), al terzo abitazione ed energia (+3,7%), al quarto ristoranti e alberghi (+3,1%), al quinto indumenti e calzature (+3,0%).

Il rincaro sta peraltro rallentando comunque anche per gli alimentari: in marzo si era infatti attestato al 6,3%. Fra il terzo e il quarto mese dell'anno vi è stata una contrazione dei prezzi, in questo segmento, dello 0,9%.

Per la cronaca, il ramo alimentari pesa circa l'11% all'interno del paniere, che è dominato dai gruppi abitazione ed energia (25%), sanità (15%) e trasporti (12%). Dopo il cibo arrivano i ristoranti e gli alberghi (9%) nonché il tempo libero e la cultura (8%).

Complessivamente come noto da questa mattina l'inflazione in Svizzera si è attestata al 2,6% in aprile, in lieve attenuazione rispetto al 2,9% di marzo. Si tratterà ora di vedere come evolverà nel corso dell'anno. Nel 2022 il rincaro medio è stato del 2,8%, il massimo da 30 anni: visto che non è stato compensato da una crescita degli stipendi nominali ha comportato nel 2022 per i salariati la perdita di potere d'acquisto più forte dai tempi della Seconda guerra mondiale.

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