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SVIZZERALa crisi energetica incombe, ma anche il solare è nei guai

08.08.22 - 11:09
L'altissima domanda di pannelli non può essere soddisfatta a livello locale: «Dipendiamo dalla Cina»
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La crisi energetica incombe, ma anche il solare è nei guai
L'altissima domanda di pannelli non può essere soddisfatta a livello locale: «Dipendiamo dalla Cina»
Con quanto sta succedendo a Taiwan, però, la preoccupazione è alta: «Un'escalation sarebbe terribile per tutto il mercato europeo e svizzero»

BASILEA - L'industria dell'energia solare, a cui molti stanno guardando in vista di un inverno che si annuncia particolarmente incerto (boom delle vendite), è in una situazione delicata.

Lo ha confermato l'amministratore delegato dell'azienda del settore Solarmarkt GmbH al quotidiano basilese Basler Zeitung, spiegando i motivi di una crisi che va a scontrarsi con una domanda che non è mai stata così alta.

Il peso del dragone
Ciò che pesa di più è in particolare la carenza di materiale specifico per la produzione di pannelli solari: «Siamo molto dipendenti dalla Cina, quello che riusciamo a produrre localmente non riesce a soddisfare la domanda», ha spiegato l'imprenditore. Per questo, gli occhi di tutta l'industria sono ora puntati su Taiwan: «Un'escalation aggraverebbe ulteriormente la situazione, sarebbe orribile per il mercato europeo».

Effettivamente, passando ai numeri, emerge che il 70% dei componenti per i pannelli solari proviene dalla Cina. «I produttori locali non possono espandersi con la stessa rapidità perché dipendono dai macchinari provenienti dalla Cina». 

«Difficile fare promesse»
Preoccupa, oltretutto, che il tempismo non è dei migliori, considerando le discussioni sulla crisi energetica che incombe in vista dell'inverno, a causa della guerra in Ucraina. «È fondamentale affrontare il problema dei colli di bottiglia» per Pascal Minder, co-Ceo di Helion. Anche perché il tutto si ripercuote sui clienti: «Non possiamo promettere date esatte di installazione, e la messa in funzione degli impianti viene spesso ritardata».

Oltre a ciò, a livello più locale, c'è una carenza di manodopera qualificata: il reclutamento di nuovo personale richiede tempo, e l'Associazione svizzera del settore, Swissolar, segnala la mancanza di almeno 500 lavoratori qualificati in Svizzera, numero che potrebbe aumentare nei prossimi anni. «Per contrastare il fenomeno, sono stati lanciati dei corsi specifici, e partirà anche un apprendistato professionale a partire dal 2024», ha chiarito al portale romando il portavoce Claudio De Boni, «ma ci vuole tempo».

Nel frattempo, con un occhio che guarda alla situazione del gas russo e alla domanda che schizza, e un altro a quanto sta succedendo a Taiwan, gli esperti del settore si trovano a camminare su un percorso insidioso, dove a farla padrone è l'incertezza.

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