Keystone - foto d'archivio
SVIZZERA
07.10.2020 - 15:590

La scorta di test si sta esaurendo e monta la preoccupazione

Il presidente dei laboratori medici FAMH lancia l'allarme: «Se andiamo avanti così, non dureranno più di 15 giorni»

L'UFSP tranquillizza: «La situazione è tesa, ma non critica. Presto ci saranno anche i test rapidi».

Fonte 20 Minuten / Daniel Graf
elaborata da Jenny Covelli
Giornalista

BERNA - 1’439’599. È il numero di tamponi effettuato in Svizzera dall’inizio della pandemia di coronavirus. L’unico modo per stabilire se una persona ha contratto il virus e cercare di fermare rapidamente la catena di contagio. Settimanalmente, vengono effettuati più di trentamila test. Ma non si può andare avanti così per sempre. «Stiamo rapidamente esaurendo le scorte di materiale accumulate durante l’estate, quando la situazione era più “tranquilla”», afferma a 20 Minuten Willi Conrad, presidente dei laboratori medici della Svizzera (FAMH).

Un problema che è legato, ancora una volta, alla dipendenza della Svizzera dall’estero. «Tutto il materiale, compresi tamponi e reagenti, viene prodotto fuori. E attualmente è in corso una “battaglia” per accaparrarseli. Che coinvolge tutto il mondo. Noi abbiamo meno di otto milioni di abitanti, non possiamo acquistarne quantità infinite».

La situazione, così come viene descritta, è tutt’altro che rosea. «Se le quantità che ci vengono consegnate rimarranno quelle attuali - continua Conrad -, e i casi continuano ad aumentare, le scorte si esauriranno in dieci o quindici giorni». I laboratori sono già in contatto tra loro per capire se vi sono scorte di magazzino che possono essere scambiate o vendute. 

Il Laboratorio Spiez - l'istituto nazionale per la protezione NBC (minacce e pericoli nucleari, biologici e chimici) sotto il DDPS - ha il compito di organizzare la distribuzione di questo tipo di beni. E «lì l’umore è tutt’altro che roseo», stando a quanto riferisce Conrad. Il problema è che «se i tamponi sono limitati, bisogna cambiare strategia» per il presidente FAMH. A quel punto «verrebbero testate solo le persone che dipendono davvero dall’esito», come il personale ospedaliero. 

Da Berna, l’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) in parte smentisce: «La situazione è tesa, ma non critica». Il portavoce, Jonas Montani, ha spiegato a 20 Minuten: «Il governo federale comunica regolarmente con i laboratori e segue la situazione da vicino. Siamo in contatto con diversi produttori e fornitori per trovare soluzioni adeguate».

I laboratori - aggiunge Montani - «si stanno preparando per aumentare la capacità di tamponi giornalieri». La strategia «verrà valutata e adattata con l'introduzione dei test rapidi». Che non sono ancora stati approvati, ma «lo saranno molto presto», ha spiegato ieri in conferenza stampa il consigliere federale Alain Berset. 

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