Keystone - foto d'archivio
SVIZZERA
06.10.2020 - 16:540
Aggiornamento : 20:08

Berset sull'aumento dei casi: «Stiamo lavorando ai test rapidi»

Il consigliere federale non usa parole allarmanti. «I contagi stanno salendo, ma sono sotto controllo»

La quarantena deve restare di dieci giorni, ma «molto presto» i risultati del tampone potrebbero arrivare in pochissimo tempo.

ZUGO - Settecento nuovi casi e 12 ospedalizzazioni in 24 ore. Dei 7’217 tamponi effettuati, ben il 9,7% è risultato positivo. Sono i numeri sul coronavirus forniti oggi dall’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP). Cifre che a primo impatto “odorano” di seconda ondata, ma che vanno circoscritte localmente. È quanto affermato, poco fa, da Alain Berset in conferenza stampa da Zugo in occasione di una visita al Cantone. «Bisogna riconoscere che l’aumento dei casi è correlato ai cluster (la presenza di due o più casi correlati per spazio e tempo, ndr.). Rispetto alla scorsa primavera, la situazione è ancora sotto controllo».

La stagione fredda potrebbe favorire la circolazione del virus, «ma non è chiaro fino a che punto», ha spiegato il consigliere federale, e l'incremento attuale «non è certamente dovuto solo a questo», rivelando che «molte infezioni si registrano in eventi privati». E ha aggiunto: «In alcuni cantoni il numero di contagi sta aumentando più rapidamente che in altri. Ma i numeri vanno su, questo è chiaro». Una situazione che si ripercuote sui team responsabili del contact tracing, il cui lavoro è sempre più richiesto. Ma «questo compito deve restare in mano ai Cantoni, non è previsto il coinvolgimento della Confederazione».

Se oggi ci sono stati “tanti casi con pochi test”, la Svizzera sta lavorando all’introduzione di test rapidi, che permetteranno di isolare subito i nuovi contagiati. La domanda da porsi ora è quando sarà possibile mettere in atto la strategia con i test rapidi. La risposta di Berset non lascia spazio a dubbi: «Molto presto».

La Conferenza dei direttori cantonali della sanità (CDS), interpellata oggi da 20 Minuten, si è detta perplessa per la decisione di permettere nuovamente - dal primo ottobre - l'organizzazione di grandi eventi con più di mille persone. Ricordando, però, la possibilità che «in determinate circostanze, le autorità cantonali revochino o limitino un'autorizzazione già concessa» se la situazione epidemiologica peggiora. Per Berset, è ancora presto per valutare le conseguenze di questa apertura ai grandi eventi. Ma «i piani di protezione funzionano e sono un buon modo per trovare un equilibrio tra un ritorno alla “normalità” e la necessaria cautela». 

Interpellato dai giornalisti, il consigliere federale ha inoltre difeso la quarantena prevista di 10 giorni, anche se è in discussione la possibilità di ridurla a sette. «Ricordo che siamo già passati da 14 a 10 - ha sottolineato -. E si tratta di un provvedimento fondamentale per limitare i contagi». Per quanto riguarda invece i vaccini, «non sono ancora pronti per il mercato». Ma «prosegue la fase di preparazione, affinché quando saranno pronti possano essere rapidamente distribuiti alla popolazione».

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