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COMITATO SOLIDARIETÀ UCRAINANemmeno un centesimo per la politica di riarmo, risorse per i bisogni della popolazione

28.08.23 - 07:40
Comitato di solidarietà con l’Ucraina e contro il riarmo
Tipress (archivio)
Nemmeno un centesimo per la politica di riarmo, risorse per i bisogni della popolazione
Comitato di solidarietà con l’Ucraina e contro il riarmo

Il comitato di solidarietà con l’Ucraina e contro il riarmo denuncia fermamente la richiesta di 13 miliardi di franchi per investimenti a favore dell’esercito svizzero. La richiesta è stata formulata lo scorso 17 agosto a Kloten dal comandante di corpo Süssli. I vertici dell’esercito, spalleggiati dalla consigliera federale Amherd , dal Consiglio Federale e dal Parlamento, chiedono tale somma astronomica per «aumentare la capacità di difesa» (Süssli).

Risulta derisoria la posizione del Consiglio federale che ha deciso di prolungare il periodo fino al 2035 «viste le ristrettezze finanziarie previste nei prossimi anni».

Il nostro comitato ribadisce con forza che la guerra in Ucraina, presa a pretesto per questi aumenti vertiginosi di spese militari, mostra in realtà quanto sia inaccettabile il continuo proliferare di armamenti nel mondo. Il popolo ucraino ha il diritto indiscutibile di difendersi dalla brutale aggressione dell’esercito di Putin e l’esercito svizzero non può lucrare su questo massacro per giustificare spese faraoniche.

La popolazione svizzera vive anni difficili, e ogni politico non cessa di ripeterlo. In questo contesto le spese militari non solo non dovrebbero aumentare, ma dovrebbero azzerarsi per lasciare queste risorse ai bisogni della popolazione e per dare risposte adeguate (salari, pensioni, sanità, formazione, ambiente). Questa arroganza dimostra, una volta di più, quanto sia necessario costruire un fronte sociale il più largo possibile per contrastare queste scelte.

Denunciamo pure il tentativo di sfruttare il dramma ucraino per rafforzare la cooperazione in ambito militare con la NATO. Questa alleanza militare, come tutte le altre presenti sulla scena internazionale, è uno strumento di guerra al soldo delle classi dominanti e non certo a favore della pace tra i popoli.

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COMMENTI
 

cane_disperato 7 mesi fa su tio
Putin approva questo messaggio. Non è che l'esercito serva per divertimento, se ci attaccano proponete di pregare che si ritirino?

tbq 7 mesi fa su tio
"Spese faraoniche"? A tale comitato non dovrebbe sfuggire che l'esercito svizzero, che avrebbe avuto bisogno di 5-6 miliardi di franchi l'anno, ne ha avuti invece 4,3 miliardi l'anno per più di un decennio. Ufficialmente, almeno, perché tra i 300 e i 500 milioni l'anno gli venivano oltretutto tolti. Detto in altri termini, in più di vent'anni l'esercito ha dovuto bloccare investimenti, sostituzione di materiale e semplice cura del materiale esistente o addestramento del personale perché gli mancava un terzo di quello che aveva bisogno per funzonare decentemente. Nella migliore delle ipotesi, all'esercito bisogna restituire 20 miliardi di franchi, forse 30 da qui al 2035. I 13 miliardi di cui sopra sono solo l'inizio, altro che piagnucolare di "spese faraoniche" o di "lucrare su questo massacro". Riguardo alla NATO... oh, che anime belle. Coloro che oggi spingono di più per entrare nella NATO sono anche coloro che per anni hanno tentato di smantellare l'esercito e l'industria militare. Non a caso; un esercito forte e un'industria militare all'altezza rende inutile l'ingresso nella NATO o una "cooperazione più stretta" (che è poi lo stesso). Un esercito debole (meglio se professionista, con poche migliaia di soldati) o inesistente e nessuna industria militare, invece, rende più facile propagandare questi passi come un "TINA", "There Is No Alternative".

Mat78 7 mesi fa su tio
Invasati

Peter Parker 7 mesi fa su tio
Ma è mai possibile che si va sempre da un estremo all‘altro?? Non c’è mai una via di mezzo…neanche l’intenzione di arrivarci. Una parte che richiede miliardi, l’altra che ne considera zero… Sempre così si ragiona…poi ci si chiede perché non c’è coesione, rispetto e supporto reciproco.
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