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L'OSPITEUlteriori tagli al settore pubblico? No grazie

07.04.22 - 12:44
Laura Guscetti, comitato GISO Ticino
Laura Guscetti
Ulteriori tagli al settore pubblico? No grazie
Laura Guscetti, comitato GISO Ticino

È importante conoscere le conseguenze che porterà il decreto legislativo per il pareggio di bilancio sul quale si voterà il prossimo 15 maggio a livello cantonale e per quale motivo a pagarne il prezzo sarà la popolazione, in particolare quella più vulnerabile a seguito dei tagli in ambito sociale, sanitario e formativo. È su quest’ultimo aspetto che intendo soffermarmi come giovane studente, che quotidianamente vede le necessità di investire nella formazione. Da un lato con investimenti nelle infrastrutture scolastiche del nostro Cantone, che in molti casi non sono più adeguate, perché troppo vecchie o troppo piccole. Inoltre sulla necessità di promuovere i settori culturali, anche giovanili. Ma soprattutto dovremmo chiederci per quale motivo si è deciso di limitare le spese e risparmiare su uno dei pilastri della nostra società, che piuttosto dovrebbe essere incentivato: la formazione. La scuola è formazione, ma serve anche come base della democrazia e dei valori sociali comuni.

Quali sono le conseguenze di un’approvazione del decreto legislativo il prossimo 15 maggio? Quale sarà il peso che ricadrà sulle spalle del settore pubblico, in particolar modo sull’istruzione? A queste domande, che io stessa mi pongo, si può rispondere al momento soltanto con molti timori. Preoccupazioni per quanto le misure di risparmio che incideranno. Sulla scuola e sulla cultura. Settori che potrebbero dover affrontare maggiori difficoltà, L’ulteriore sviluppo del nostro sistema scolastico e formativo, che da anni risulta necessario, non deve essere ostacolato e rallentato dai tagli finanziari. È Vogliamo davvero rendere il nostro sistema scolastico inadeguato ai bisogni futuri?

Non deve essere nuovamente il settore pubblico a dover pagare le conseguenze della politica neoliberale della maggioranza politica ticinese! Votiamo NO il 15 maggio al decreto concernente il pareggio di bilancio e opponiamoci a un ulteriore liberalizzazione della società.

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