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L'OSPITEDovremmo parlare degli esperimenti sugli animali

08.02.22 - 08:18
Andrea Nava, consigliere comunale PLR
Ti Press
Dovremmo parlare degli esperimenti sugli animali
Andrea Nava, consigliere comunale PLR

Sono consapevole che la sperimentazione animale sia una questione molto emotiva. Tuttavia, abbiamo bisogno di un dibattito equo e basato sui fatti. Quando i promotori dell’iniziativa sostengono che il 99% dei risultati degli esperimenti sugli animali non portano a nulla e non possono essere applicati agli esseri umani, è semplicemente sbagliato. Non c’è posto per la disinformazione.

Il 13 febbraio, le elettrici e gli elettori voteranno su un'iniziativa popolare che vorrebbe vietare per principio tutti gli esperimenti sugli animali. Questa iniziativa riguarda direttamente e massicciamente gli Istituti di ricerca ticinesi e l'intera comunità di ricerca. Ma anche tutte e tutti noi.

La società è sempre più attenta a come trattiamo il nostro ambiente e la preoccupazione per il benessere degli animali è sicuramente uno sviluppo sociale positivo, a mio parere. La ricerca medica non può, oggi, fare a meno degli esperimenti sugli animali, ma il dibattito è utile perché spinge la ricerca a svilupparsi ulteriormente. Negli ultimi anni, sono stati fatti grandi progressi con il cosiddetto approccio “3R” (replace, reduce, refine). Solo un esempio: i ricercatori dell'Università di Berna sono riusciti a coltivare cellule respiratorie in modo tale da poter utilizzare il loro modello per le malattie infettive delle vie respiratorie, come il Covid-19, per sostituire alcuni esperimenti che altrimenti avrebbero richiesto gli animali. Con il “3R”, la ricerca diventa quindi parte della soluzione.

Normalmente, può volerci molto tempo perché le scoperte scientifiche siano ampiamente accettate nella società. Nel caso dei farmaci di successo, che spesso richiedono tempo per essere sviluppati, dimentichiamo facilmente gli esperimenti necessari che hanno contribuito a tale successo. Il dibattito avviato dall'iniziativa, tuttavia, ha una qualità completamente diversa. Vietando un approccio scientifico centrale - che è la sperimentazione animale - stiamo deliberatamente impedendo nuove scoperte scientifiche. Sarebbe come se dovessimo dire a una ricercatrice sul clima che non può più fare simulazioni al computer perché richiedono troppa energia. La ricerca non avviene mai nel vuoto, ha bisogno di infrastrutture e risorse. E sì, alcune ricerche hanno bisogno di animali da laboratorio: questo può non piacere, ma chiudere semplicemente gli occhi su questa realtà non risolve alcun problema.

Sono convinto che anche in futuro la ricerca avrà bisogno di esperimenti sugli animali. Tuttavia, posso assicurarvi che, anche in Ticino e indipendentemente da questa iniziativa, si sta facendo di tutto per ridurli e sostituirli quando possibile (approccio 3R). Per questo motivo voterò NO all’iniziativa.

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