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L'OSPITEDalla parte del paziente

12.03.21 - 09:45
Michela Pedersini, presidente Sindacato VPOD Ticino
Michela Pedersini
Dalla parte del paziente
Michela Pedersini, presidente Sindacato VPOD Ticino

Questo difficile momento ci ha fatto sentire ancora di più dalla parte del paziente. Molti di noi sono stati a loro volta pazienti. Paziente: una parola che nel suo intento inneggia alla pazienza, all’inevitabile situazione che ci vede costretti ad attendere quello che il destino ha in serbo per noi.

E noi, personale sanitario, come missione non solo professionale ma anche personale, abbiamo a cuore la salvaguardia e la tutela di ogni uomo, donna, bambino che ci impegniamo a curare. Abbiamo il dovere di mettere in campo tutto quello che conosciamo e molto di più, affinché il nostro paziente si senta al sicuro e ritorni a casa da chi lo ama, risanato nel corpo e supportato nello spirito.

Un mio capo mi ha sempre detto: “curiamo la macchina, ma ci occupiamo del pilota.” Il sistema sociosanitario non è perfetto: gli uomini e le donne che lo compongono incontrano ogni giorno mille difficoltà, ma cercano duemila soluzioni. Questo lungo periodo di pandemia ha provato a metterci in ginocchio, ma con grande caparbietà ci siamo sempre rimessi in piedi.

Oggi più di ieri abbiamo bisogno di far sentire la nostra voce e i pazienti sono il microfono con il quale vogliamo che questa voci arrivi a chi può cambiare la situazione.

Ci sono vari punti da mettere in evidenza nelle le rivendicazioni dei comitati del personale sociosanitario: l’aumento dei salari, migliori condizioni per la conciliazione famiglia/lavoro, la generalizzazione del pensionamento anticipato, una migliore gestione dei problemi di stress e burnout, una migliore dotazione di personale

Con un sistema sociosanitario più forte ne guadagnerebbero tutti e non solo le donne e gli uomini, che ogni giorno si battono per la salute del paziente.

Per questo vi chiediamo di unirvi a noi nel rivendicare quei cambiamenti, che ci permettano di avere gli strumenti a supporto del nostro lavoro quotidiano.

Chiediamo a chi ci governa di riconoscere gli sforzi fatti e di migliorare le condizioni quadro nel settore sociosanitario: non chiediamo l’impossibile e nessuno ci fermerà, nemmeno il COVID.

Scendete in piazza con noi il prossimo 29 maggio: insieme faremo capire cosa vuol dire essere uniti per il bene comune.

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