Ti Press
L'OSPITE
04.12.2020 - 18:000

Posteggi in Piazza Grande, addobbi natalizi e crisi dei commerci

Carlo Monti, vicepresidente PLR Locarno

Ammettiamo di essere un commerciante. Che so? Un venditore di scarpe in Piazza Grande a Locarno. Devo lavorare per guadagnare ciò che serve al sostentamento mio e della mia famiglia, dopo aver pagato l’affitto, lo stipendio ai miei collaboratori e le imposte. Devo inoltre fare i conti con la spietata concorrenza delle vendite on-line. Come se non bastasse scoppia una pandemìa mondiale che ha sorpreso tutti e che va combattuta a suon di restrizioni che mettono ulteriormente in difficoltà i commerci. Quale la prospettiva se si continua così? Licenziare, indebitarsi, chiudere.

Che fare? Harakiri? Scendere in piazza a manifestare? Chiedere aiuto? Provo a chiedere aiuto. Anche piccoli aiuti. Come dare la possibilità a potenziali acquirenti di posteggiare in Piazza Grande, come un tempo. Ma mica tutti i giorni o per sempre. No, solo nelle tre domeniche di apertura concesse in deroga in dicembre e solo per soste non superiori a mezz'ora, dalle 10 alle 18. Insomma: un aiutino.

Il Sindaco di Locarno, Alain Scherrer, ancor prima di prendere atto ufficialmente di questa richiesta della Società Commercianti Industriali e Artigiani del Locarnese (SCIA), sollecitato dalla “Regione”, che fa? Chiude in faccia ai commercianti di Locarno la porta? No. Dapprima premette che “noi siamo sempre pronti a discutere (che non vuol dire accettare tout court) le proposte che possano aiutare i commercianti.” Quanto alle auto in Piazza Grande, ammette che la vede “difficile perché esiste già un progetto di abbellimento e addobbo per le feste… Far convivere le due cose pare oggettivamente problematico. Ma ne discuteremo in Municipio».

Questa risposta non è piaciuta al Comitato e Gruppo territorio e ambiente del partito socialista di Locarno, che si dice preoccupato non tanto della difficile situazione dei commerci (sic), ai quali va tuttavia la loro comprensione, ma perché a Scherrer preoccupa “unicamente” l’inconciliabilità dei parcheggi con le decorazioni natalizie e non abbia ricordato che a causa delle innumerevoli norme pianificatorie, la richiesta non può che essere bocciata, sciorinando tutti gli impedimenti e accusando il Sindaco di una bassa mossa elettoralistica per elezioni comunali del 2021.

A noi pare invece che sia proprio il contrario. Dire che Scherrer si preoccupi “unicamente” dell’inconciliabilità parcheggi-decorazioni è travisare le sue dichiarazioni, e concludere che non abbia pensato alle norme pianificatorie è una sciocchezza: Scherrer se ne occupa da almeno 20 anni, da quando entrò in Consiglio comunale nel 2000.

In realtà si scontrano due modi di far politica: quella pragmatica, realista, concreta che caratterizza i liberali radicali, e quella idealista, dogmatica e inflessibile di chi è incapace di accettare la possibilità di trovare compromessi, eccezioni, deroghe se la gravità della situazione lo richiede, perché non di una regola si tratterebbe, ma di una deroga limitata a tre giorni. Il dialogo non lo si nega a nessuno perché foriero di soluzioni alternative.

Anche noi non riteniamo che la richiesta della SCIA possa aiutare granché i commerci cittadini e che invece di cercare soluzioni vecchie sia necessario individuarne di nuove. Tuttavia crediamo sia doveroso da parte dell’autorità politica vagliar con attenzione tutte le proposte, discuterle e poi decidere, senza preclusioni di sorta. Anzi, che sia necessario cercare tutti assieme soluzioni concrete in tempi brevi, per questa emergenza straordinaria, e per il medio e lungo termine, perché in ogni caso tutti i commerci presenti in città meritano la massima comprensione e sostegno e perché le loro difficoltà non termineranno con la fine della pandemia. Ricordiamo inoltre che la SCIA non rappresenta tre bottegucce destinate al declino, ma decine di negozi, ditte, commerci che occupano centinaia di dipendenti con famiglie.

Secondo gli psicologi del PS i liberali sarebbero malati di agorafobia, del vuoto di Piazza Grande. Ebbene sì. Perché non vogliamo una città morta, svuotata della vita vera di Locarno e dei locarnesi che i commerci garantiscono, e ritrovarci uno spazio che va da Viale Zorzi, Piazza Grande su su fino al Palacinema tutto messo a nuovo su cui si affacciano serrande chiuse e vetrine vuote, e casse comunali vuote anch’esse, perché a riempirle contribuiscono e di molto proprio questi commerci, anche per pagare tutti quei servizi e quelle prestazioni che i socialisti rivendicano ogni giorno.

Alain Scherrer è il Sindaco della Città, a cui compete il benessere di tutti i cittadini e il dovere non di dire sì ad ogni richiesta, ma di vagliarla ed impegnarsi per trovare il modo di arrivare a una soluzione ragionevole e praticabile.

Potrebbe interessarti anche

YouTube

Facebook

Instagram

Linkedin

Twitter

TikTok


Copyright © 1997-2021 TicinOnline SA - Tutti i diritti riservati
IMPRESSUM - DISCLAIMER - SEGNALACI - COMPANY PAGES
Disposizioni sulla protezione dei dati  -   Cookie e pubblicità online  -   Diritto all'oblio


Ultimo aggiornamento: 2021-04-17 01:41:06 | 91.208.130.86