Leclerc, quando la F1 corre oltre la pista

Il monegasco è un'icona del presente e del futuro
Ora manca il successo nel circus.
Il monegasco è un'icona del presente e del futuro
Ora manca il successo nel circus.
MARANELLO - C’è da dirlo senza giri di parole: i piloti di Formula 1 non corrono forte solo in pista, ma anche fuori. E nei nuovi Racconti della F1 i riflettori si accendono su Charles Leclerc, protagonista di una mossa che racconta molto più di un semplice pilota Ferrari. Niente gossip, niente polemiche sui motori 2026: qui si parla di visione, identità e successo costruito con metodo.
Il monegasco ha rinnovato l’accordo con Chivas Regal, consolidando una partnership che va ben oltre il concetto di sponsorship. Il cuore della nuova campagna, legata a Chivas 18, svela un lato meno noto di Leclerc: la musica. Perché Charles non è solo uno dei talenti più puri del Circus, ma anche pianista e compositore autodidatta. Negli ultimi anni ha condiviso con i fan alcune composizioni originali, rivelando una sensibilità artistica che rispecchia perfettamente il suo stile di guida: precisione, emozione, controllo. Eccellenza allo stato puro, sia sull’asfalto che su una tastiera.
Questo legame con brand di primissimo livello non è casuale. Leclerc è oggi uno dei volti più credibili e desiderati del panorama sportivo globale: elegante, autentico, internazionale. Gli sponsor non cercano solo visibilità, ma valori, storytelling e continuità, e Charles li incarna con naturalezza. Ogni accordo rafforza un posizionamento chiaro: non solo campione in pista, ma ambassador moderno, capace di parlare a pubblici diversi senza perdere coerenza.
Piloti sempre più imprenditori, piloti sempre più marchi globali. In cima alla piramide economica resta Lewis Hamilton, una vera e propria azienda su ruote, benchmark assoluto in termini di impatto commerciale e mediatico. Ma Leclerc, con questi accordi, si conferma icona del presente e del futuro della Formula 1. Ora manca l’ultimo tassello per completare il disegno: vincere tanto, vincere tutto, vincere un Mondiale. Perché i contratti fanno rumore, è vero. Ma in Formula 1, alla fine, conta sempre una cosa sola: piede giù, gas aperto. Sempre.
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