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L'OSPITE
18.09.2020 - 15:560

La Svizzera paradiso dei pedofili?

Luca Campana, candidato al consiglio comunale di Lugano (PPD)

Notizia fresca di giornata veicolata dai Media e al centro della mia attenzione: Abusò della figlia condannato a 5 anni (che poi con tutti i sconti del caso forse saranno al massimo 3), comincia maluccio la giornata anche sé solitamente con un giornale accompagnato da un buon caffè il venerdì mattina rappresenta uno slancio positivo per affrontare l'ultimo giorno della settimana, non è così purtroppo l'immobilismo della politica verso temi delicati mi dà purtroppo tremendo fastidio.

Le notizie che quotidianamente riguardano gli abusi ormai non si contano più, sono talmente tante e ripetute da chiedersi se al centro del problema non vi siano anche persone che ricoprono alte cariche istituzionali come quanto successo in Belgio con dei ministri della giustizia incriminati e che hanno visto perquisizioni per il caso Dutroux anche nel nostro paese, oppure eccessivamente garanti di una certa presunta e troppo facile scemata responsabilità (alcool, droghe, disturbi della personalità,), al posto di dare valore a chi subisce gli effetti di molestie con dispositivi di legge più severi.

In molto paesi sono più avanti e severi sull'argomento, senza prendere in considerazione la castrazione chimica attualmente presente in 13 paesi europei, fino al 16 marzo 2018 quando il parlamento ha accettato la modifica del codice penale sul pedofilo e il divieto di lavorare con il fanciullo, capitava spesso che autori di atti gravi si facevano qualche mesetto di clinica per poi uscire e andare a ricoprire qualche attività con fanciulli. Nel nostro paese si è visto in passato come docenti accusati di atti sensibili hanno potuto esercitare in un cantone diverso da quello in cui sono stati condannati.

-Il problema non è risolto è un Iceberg dove sembra che la base in profondità interessi poco-

C'è dell'amaro anche e soprattutto per la decisione da parte di Berna di non prendere in considerazione tanto da respingere un'iniziativa tutta ticinese che chiede in soldoni solo una cosa: pene più severe per i pedofili, semplicemente incredibile.

Come spesso avviene il padre imputato dal giornale di questa mattina era già stato a sua volta finito sotto inchiesta più volte per i stessi gravi fatti, purtroppo le garanzie verso un predatore seriale sono più forti della tutela del bambino, questo è un fatto grave.

Bisogna protestare civilmente con forza verso pene troppo ridicole, perché solo così si darà alla giustizia la possibilità di cambiare metodo di misura, ora troppo blando e garantista, oggi la misura cautelativa o la pena diventano un macigno verso chi ha dovuto negli anni portarsi dietro storie di violenza psicologica e fisica, prescrizione dei fatti di pochi anni inclusa.

La differenza e la ponderazione con altri reati sono disequilibrati, un esempio se paragonati a quelli della strada; a volte un abuso su minore conclamato quasi nessuna pena mentre per un sorpasso in autostrada ad alta velocità puoi incappare in anni di galera.

Un po' forzata forse la mia associazione con le leggi della strada ma in soldoni ci sta tutta.

Evidente a tutti che non c'è proporzionalità per certe leggi in vigore, ovvio anche che la pedofilia non si combatte solo con la repressione, ci sono tutta una serie di ammortizzatori sociali e di cura ma esse stesse sole non bastano in quanto leggi non adeguate penalizzano le vittime due volte.

Questo dimostra quanto una Nazione come la nostra poco valorizzi la famiglia e tolleri gli abusi, c'è molto da fare e tanti devono svegliarsi dal letargo.

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