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04.11.2021 - 20:000

I giovani hanno paura di non poter fare nulla contro la crisi climatica

Per chi si sente scoraggiato, c'è un sito dove cercare conforto: "Les Pépites vertes"

PARIGI - Eco-ansia. Sempre più spesso si sente parlare di questo sentimento di preoccupazione e stress rispetto al futuro nel contesto della crisi climatica. Non è un disturbo medicalmente riconosciuto, ma sono molti, soprattutto i giovani, ad accusarne i sintomi. Però c'è una cura.

Negli ultimi anni sono stati condotti numerosi studi in diversi paesi in cui veniva chiesto alle persone come percepiscono i cambiamenti climatici e se si sentono in grado di fare qualcosa di concreto per migliorare la situazione. Ciò che è emerso è che i giovani sono i più preoccupati e che pensano di non poter generare un'onda positiva di cambiamento, nemmeno nelle piccole cose di tutti i giorni.

A livello mondiale l'anno scorso veniva pubblicato un sondaggio dell'Imperial College di Londra in cui emergeva che il 45% dei giovani in dieci paesi sente che la crisi climatica stia avendo un impatto negativo sulla sua vita. Poi, più di recente, OpinionWay per 20 Minutes ha interrogato i francesi sulla questione ed è emerso che nella fascia 18-24 anni solo il 57% pensa che ognuno ricopra un ruolo fondamentale nel cambiamento. E sono inoltre il gruppo che più di tutti dubita della propria capacità di fare qualcosa nella transizione ecologica.

Il sentimento di essere inutile di fronte al lento, ma inesorabile cambiamento che sta avendo luogo viene chiamato eco-ansia. E negli ultimi tempi sta sempre più prendendo piede. Questo perché la crisi climatica ha iniziato a manifestarsi davanti agli occhi di tutti con temperature sopra la media e alluvioni, come quella avvenuta a luglio in Germania in cui hanno perso la vita 190 persone.

In Francia una 26enne ha creato un sito, "Les Pépites vertes", dove raccoglie in articoli, video e podcast storie quotidiane di giovani, soprattutto tra i 20 e i 30 anni, che sono riusciti a portare nel mondo del lavoro il tema dell'ambiente. E ricoprono ruoli nelle aziende che possono andare dal responsabile marketing di una società al pasticcere. L'idea di Claire Pétreault è che «possiamo agire concretamente, senza greenwashing, ed essere pagati mentre lo facciamo. Le opzioni sono tantissime e non siamo obbligati a dover lavorare per un'associazione o un'Ong per avere un impatto».

E per chi non si appresta ancora al mondo del lavoro, c'è il consiglio di Fridays for future Italia che sul suo sito ha scritto: «Negli ultimi anni abbiamo scoperto che l'antidoto per l'ansia è agire. Possiamo superare queste emozioni lavorando per costruire una comunità e unendoci per lottare contro un cambiamento sistemico. Se ti senti ansioso, devi sapere che non sei solo».

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