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BIASCA / CHIASSO
02.06.2020 - 14:150
Aggiornamento : 14:38

Apprendisti: Biasca attendista, Chiasso lungimirante

Isabella: «Si attaccano a dettagli tecnici al posto di affrontare la discussione». Fonio: «Felice e soddisfatto».

Nella cittadina di confine una mozione per sostenere la formazione professionale è stata accolta. In Riviera la stessa mozione è stata dichiarata irricevibile.

BIASCA - Un mesetto fa alcuni consiglieri comunali pipidini avevano presentato al Consiglio di Stato e in vari comuni una mozione intitolata “Mille franchi per ogni nuovo apprendista”. Fra gli obiettivi, sostenere le attività economiche locali che si impegnano nella formazione di apprendisti, in modo da evitare che molti giovani si ritrovino senza un posto di lavoro. 

Biasca no - Una di queste era stata presentata anche a Biasca, dal consigliere comunale Claudio Isabella. L’Esecutivo rivierasco ha però risposto picche. La mozione è stata giudicata in gran parte irricevibile. Ma il sindacalista OCST non ci sta: «Si può anche disquisire se sia ricevibile o meno, ma negli altri comuni (come Chiasso) non si sono attaccati a questi dettagli tecnici». Anche perché - rileva Isabella - in passato mozioni simili sono state dichiarate ricevibili.

Chiasso sì - Nella cittadina di confine si è infatti deciso di sostenere la formazione professionale con la creazione di un sussidio di 1'000 franchi per ogni nuovo apprendista assunto. «Sono molto felice e soddisfatto. Ringrazio tutto il Municipio per la lungimiranza», è il commento di Giorgio Fonio a nome del Gruppo PPD di Chiasso.

«Porta chiusa in faccia» - L’intento della mozione era di dare degli spunti al Municipio «e dispiace che non vogliano sedersi ad un tavolo e discutere. Vogliono decidere loro e non vogliono ascoltare le esigenze della popolazione e degli imprenditori locali, oltre che interloquire con il Consiglio comunale», tuona Isabella. «Non dico che si debba accettare tutto, ma si parla di apprendisti e il Municipio dovrebbe dimostrarsi lungimirante. Non chiudere la porta in faccia in questo modo». L’Esecutivo di Biasca ritiene infatti necessario attendere in primis le decisioni di Confederazione e Cantone. Ma per Isabella l’attesa in questo periodo «non esiste», soprattutto se si parla di apprendisti: «Siamo a giugno e a settembre devono cominciare. Non c’è nulla da attendere». 

Insomma, per Claudio Isabella il Municipio è colpevole di starsene con le mani in mano: «Non è la prima risposta che viene data in questo modo. Ma quando si parla di Covid bisognerebbe agire diversamente. Municipi più lungimiranti hanno dato risposte immediate ai cittadini, ciò che Biasca non ha fatto».

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