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11.05.2018 - 09:340
Aggiornamento : 10:34

Choc e sgomento questa mattina sui banchi di scuola

Previsto in giornata un incontro con gli studenti della classe della Commercio per «gestire al meglio la situazione, sia a livello pratico che psicologico»

BELLINZONA - Choc e sgomento si respirano questa mattina tra gli studenti della Scuola cantonale di Commercio di Bellinzona, dopo l’arresto del 19enne al terzo anno accusato di volere compiere una violenza di massa.

Fuori dalla SCC sono presenti delle pattuglie di polizia e la direzione ha previsto in giornata un incontro con gli studenti della classe coinvolta per «gestire al meglio la situazione, sia a livello pratico che psicologico», come ci confermano dalla segreteria.

Nel frattempo le bocche sono cucite. Gli inquirenti preferiscono non rilasciare dichiarazioni. Anche il direttore della scuola Adriano Agustoni non intende rispondere alle domande dei giornalisti per una vicenda che ha colpito non solo il mondo dell’educazione ma l’intero Ticino. Certo, sono molte le domande che circolano in queste ore. Ad esempio come si spiegano tutte le armi trovate nell’abitazione del ragazzo: secondo la Regione sarebbero almeno una ventina tra fucili e pistole. Possibile che i genitori non si fossero accorti di nulla? E poi cosa ha spinto il 19enne a voler organizzare una strage a scuola visto che viene descritto da tutti come un  ragazzo «brillante» dal punto di vista del rendimento scolastico? Su tutti questi aspetti cercheranno di fare luce, oggi e nei prossimi giorni, gli inquirenti.

Chi in queste ore ha pensato a una semplice bravata da parte del giovane, sottovalutando l’intera vicenda, deve ricredersi. Gli indizi a carico del 19enne sembrano essere talmente fondati e gravi da giustificare la pesante accusa, quella appunto di atti preparatori di assassinio subordinatamente di omicidio.

Al momento, in sostanza, non sembra previsto il rilascio del ragazzo. Rimane un grande interrogativo, quello del movente. Quanto accaduto, questo è certo, conferma una triste realtà dei giorni nostri: quella secondo cui non ha più senso pensare al "se", ma soltanto al "quando" simili circostanze andranno a verificarsi.

Proprio per questo è sempre più importante la collaborazione con le autorità nel segnalare "anomalie" che, come in questo caso, potevano trovare un tragico epilogo.

Commenti
 
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shooter01 2 anni fa su tio
qui siamo, a quanto si evince dagli articoli di fronte al disagio di una singola persona. Mi domando come sia possibile che i genitori non si siano accorti della rabbia che questo ragazzo covava, questa è la grande domanda da farsi. Quello che non vorrei vedere è la solita strumentalizzazione della vicenda ai fini di ulteriori inasprimenti sul possesso di armi. Il problema va affrontato dal punto del disagio e non trasformato in una scusa per disarmare tutti. E' come voler proibire l'uso delle auto se qualcuno fa un incidente. Ci vuole intelligenza per affrontare certi problemi.
vulpus 2 anni fa su tio
Ora si fa in fretta a pontificare sulla famiglia, sullo stato psichico, e solo medici e inquirenti sapranno dare delle risposte pacate e fondate. Il quesito che rimane aperto è quello della reperibilità di tutte queste armi ( se effettivamente ne era in possesso)I permessi per possedere un'arma vengono rilasciati dall'autorità, dopo approfondite verifiche. Possibile che uno in Svizzera, ragazzo non ancora ventenne possa acquistare contanto arsenale?
matteo2006 2 anni fa su tio
Come dice bene il finale di articolo non è più tempo per i se e i ma bisogna rimanere vigili molto di più perchè purtroppo prima o poi succederà. Un plauso comunque a tutti gli attori coinvolti per aver capito la situazione non è sicuramente stato facile da prevedere e muoversi in tal senso.
Nicklugano 2 anni fa su tio
Un complimento agli allievi che hanno segnalato le anomalie ed ai docenti che hanno reagito di conseguenza. Un fatto mi turba: possibile che nessuno (genitori, parenti, amici) si sia mai accorto di quell'arsenale casalingo ???
Lonely Cat 2 anni fa su tio
@Nicklugano L’arsenale da solo significa poco. Molta gente ha un arsenale in casa solo perché ha la passione per le armi, ma non per questo è un potenziale omicida. I segnali da cogliere sono ben altri, ma normalmente non sono in bella vista come una collezione di armi. Qui la mancanza è tutta dei genitori.
sedelin 2 anni fa su tio
emulazione combinata con mal-educazione. oggi i mezzi di comunicazione di massa rappresentano un grave pericolo per coloro che avrebbero bisogno di IDEALI nell'età in cui si pensa al proprio fututo. in mancanza di ideali e sogni da realizzare il sostituto é rappresentato da messaggi e video violenti, cronache di omicidi e quant'altro; chi é psicologicamente debole ne subisce la maledetta influenza. speriamo che qualche anno di galera (poveraccio!) lo renda capace di ricostruire la sua vita.
sedelin 2 anni fa su tio
@sedelin alla luce dell'ultima notizia auguro al ragazzo che le cure psichiatriche diano i loro frutti e che possa ristabilirsi.
Bacaude 2 anni fa su tio
I docenti, sempre più, sono l'ultimo pilastro di educazione, cultura, sensibilità, umanità e rispetto del vivere civile, laddove famiglie e altre Istituzioni falliscono. Bravi e col giusto tempismo! altro che dargli sempre addosso...
sipial 2 anni fa su tio
È possibile che NESSUNO si è accorto di nulla? Dove avrà comperato le armi? Non mi sembra così facile entrare in possesso (di nascosto) di tante armi, almeno alle nostre latitudini. Un plauso ai docenti che hanno avuto sentore!
mats70 2 anni fa su tio
Oltre al 19enne dovevano arrestare anche i suoi genitori
CicsiCi95 2 anni fa su tio
@mats70 Ora spiegami cosa cavolo c'entrano i suoi genitori
matteo2006 2 anni fa su tio
@mats70 19 anni maggiorenne la responsabilità è solo sua.
mats70 2 anni fa su tio
@matteo2006 Matteo2006. Legalmente ha ragione ma è proprio per "ragionamenti" come il suo che succedono queste cose. Per genitori che se ne sbattono di come vivono i loro figli
matteo2006 2 anni fa su tio
@mats70 Non sappiamo qual'è la situazione familiare, questi e altri fatti possono accadere in ogni famiglia. Classico esempio da "al mé l'è un bravo fiö al fa mia sti rop! Si son sempre i figli degli altri i delinquenti. :-)

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