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L’MPS rilancia: «Contro il dumping salariale, servono più ispettori»

Dopo la conferenza stampa del Comitato contrario all'iniziativa in votazione l'8 marzo, il movimento torna all'attacco
Archivio Ti Press
Fonte MPS
L’MPS rilancia: «Contro il dumping salariale, servono più ispettori»
Dopo la conferenza stampa del Comitato contrario all'iniziativa in votazione l'8 marzo, il movimento torna all'attacco

BELLINZONA - È un botta e risposta tra il comitato NO all’iniziativa «Rispetto per i diritti di chi lavora! Combattiamo il dumping salariale e sociale!» e l'MPS. Per il movimento tuttavia la situazione è chiara: «È inutile sostenere, come fanno i promotori del NO, che i controlli esistenti siano sufficienti ed efficaci. La progressiva degradazione delle condizioni di lavoro e l’affermarsi, negli ultimi due decenni, del dumping salariale — confermato chiaramente anche dalle statistiche — dimostrano in modo inequivocabile che quanto fatto finora è stato largamente insufficiente e spesso inadeguato. Dobbiamo prendere atto che i controlli attuali non bastano a contrastare il flagello del dumping salariale. Per questo è necessario aumentare in modo significativo il numero degli ispettori del lavoro, come proposto dall’iniziativa. Il rafforzamento dei controlli, in una misura incomparabile rispetto alla situazione attuale, è un obiettivo decisivo per cercare di invertire la tendenza e arginare la crisi salariale».

Nella conferenza stampa odierna «il comitato per il NO (composto sostanzialmente dalle forze padronali e dai loro partiti satelliti) ha riproposto le ormai trite argomentazioni di sempre: il dumping salariale non esisterebbe in Ticino, come dimostrerebbe il numero limitato di contravvenzioni rilevate dai controlli effettuati (peraltro superiori alla media nazionale); inoltre, il potenziamento dell’Ispettorato del lavoro e l’introduzione dell’obbligo di notifica di ogni contratto di lavoro stipulato creerebbero inutile burocrazia, soffocando le imprese.

La realtà concreta, quella vissuta quotidianamente da decine di migliaia di lavoratrici e lavoratori sui luoghi di lavoro, racconta però tutt’altra storia».

Insomma per l'MPS «la situazione è tutt’altro che sotto controllo. Anzi, possiamo affermare che il mercato del lavoro ticinese e le condizioni salariali e di impiego sono ormai fuori controllo». Passo fondamentale è quindi incrementare le verifiche: «A dover temere l’aumento degli ispettori e dei controlli non sono certo le lavoratrici e i lavoratori di questo Cantone, né le imprese che operano correttamente, bensì quelle aziende e quegli imprenditori che hanno prosperato — e continuerebbero a prosperare — grazie al dumping salariale. Il rafforzamento dei controlli rappresenta un primo, fondamentale passo in questa direzione». E conclude: «Non basta avere leggi e regole se la loro applicazione non viene verificata attraverso controlli sistematici».

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