Keystone
CONFINE / MINUSIO
02.04.2018 - 13:000
Aggiornamento : 03.04.2018 - 07:45

Erano diretti al Santuario di Re, quando la montagna è franata

Una vita tra protezione della natura e politica, ecco il ritratto di una delle due vittime della frana in Val Vigezzo

MINUSIO - Avevano superato la dogana di Camedo da poco più di un chilometro quando la montagna è crollata. L’auto travolta dai massi pochi metri dopo il segnale che indica caduta sassi e il tragico esito: due vittime. Sulla destra della stretta carreggiata una sottile rete metallica che imbrigliava, ma non abbastanza, la parete rocciosa. Erano una coppia molto religiosa e proprio nel giorno di Pasqua erano diretti al Santuario di Re per la messa delle 16.30. Erano partiti da Minusio dove vivevano. Lui, M. B., 55 anni il prossimo ottobre, e sua moglie E. (di origine verzaschese, 53 anni) sono morti sul colpo sotto la forza distruttrice della natura.

La stessa natura che rappresentava la passione di M. B., di professione tecnico informatico, una vita tra il mondo agricolo e la politica. Fino al 2013 aveva lavorato per l’Unione contadini ticinesi, di cui era all'epoca era responsabile del Servizio protezione greggi Ticino. Un Servizio che poi è stato assorbito da Agridea, associazione federale che promuove lo sviluppo dell’agricoltura e delle aree rurali e da quel momento è cessata anche la collaborazione di M.B. con l'Unione contadini.

L’altra grande passione di M. B. era la politica. Inizialmente aveva militato per il Partito socialista poi aveva deciso di mettersi in gioco con una formazione appena nata: la Lega Sud Ticino. E con questo piccolo partito nel 2015 si era candidato per il governo e il parlamento, salvo poi rinunciare alla corsa pochi mesi prima delle elezioni.

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