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02.04.2018 - 10:480
Aggiornamento : 15:32

Frana a Re, monta la protesta dei residenti: «Non escludiamo gesti eclatanti»

Gli abitanti della Val Vigezzo pretendono una messa in sicurezza definitiva della statale 337, già in passato teatro di tragici smottamenti. La strada rimarrà chiusa almeno un mese

RE - «Da anni chiediamo la messa in sicurezza definitiva della strada. Se siamo qui a piangere altri morti la colpa è dell'inerzia della politica». Ad affermarlo è Oreste Pastore, sindaco di Re (Verbano-Cusio-Ossola), in merito alla frana di circa 400 m3 che ieri si è abbattuta sulla statale 337 della Val Vigezzo e che è costata la vita a due persone residenti nel Locarnese, e non nel Bellinzonese come riportato in un primo momento dai media italiani.

«È ora di dire basta - afferma dal canto suo Antonio Locatelli, presidente del coordinamento Frontalieri - e di dirlo per davvero. Pretendiamo la messa in sicurezza definitiva della statale 337; i soldi ci sono, i lavori devono partire. Non ne possiamo più. Non ci fermeremo davanti a niente. E non escludiamo gesti eclatanti».

Proprio in queste ore è in corso il sopralluogo della zona. Insieme alle forze dell'ordine ci sono tutti i sindaci della Valle dei Pittori, i parlamentari locali Cristina, Montani, Borghi e Gusmeroli, il presidente del VCO Costa, il vice prefetto ed il vice questore oltre al direttore della Ferrovia Vigezzina Daniele Corti. Giunto sul posto anche il vice presidente della Regione Aldo Reschigna.

1'500 frontalieri ogni giorno - La statale 337 collega l'Ossola e il Canton Ticino. Ogni giorno, oltre che dai turisti, è percorsa da 1'500 lavoratori frontalieri. Dopo la frana è stata chiusa al traffico. I viaggiatori devono affrontare un percorso alternativo lungo la valle Cannobina sino al lago Maggiore per rientrare in Svizzera lungo la statale 34.

Interrotta per i collegamenti internazionali anche la linea ferroviaria della Vigezzina, che unisce Locarno a Domodossola. I treni locali fanno regolarmente servizio sulla tratta fra Domodossola e Re e da Locarno al confine svizzero di Camedo.

Riapertura tra più di un mese - Al termine del sopralluogo della zona e della riunione di crisi avvenuta stamattina, gli esperti hanno dato una prima stima sulle tempistiche per il ritorno alla normalità. Per la riapertura della ferrovia, riporta la Rsi, ci vorrà qualche giorno, mentre la strada resterà chiusa almeno un mese.

Treni rimossi e sostituiti - Nel frattempo la linea italo-svizzera Vigezzina-Centovalli informa che domani il treno regionale 119 con partenza alle ore 5.30 da Domodossola sarà soppresso.
Per la copertura della tratta internazionale saranno garantite alcune corse sostitutive in bus.

I treni locali da Domodossola a Re e da Locarno a Camedo continueranno invece a circolare regolarmente.

Per urgenze e per informazioni in tempo reale è sempre disponibile, oltre al sito internet, la pagina Facebook Ferrovia Vigezzina-Centovalli.

 

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