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INTERVISTA
23.10.2012 - 08:070
Aggiornamento : 25.11.2014 - 02:49

Alessandro Sozzi: "Lugano Airport solo per i vip? È un'idiozia"

Quale sarà il futuro dell'aeroporto di Lugano a fronte delle crisi che attanagliano le compagnie aeree? Lo abbiamo chiesto al direttore di Lugano Airport

UGANO - Di fronte a notizie di voli momentaneamente soppressi (è il caso del volo Lugano-Roma operato da Darwin Airline), ci si chiede quale futuro sarà destinato all'aeroporto di Lugano, e soprattutto se lo scalo luganese rappresenti ancora una valida alternativa agli scali milanesi. Lo abbiamo chiesto ad Alessandro Sozzi, direttore di Lugano Airport.

Direttore, voi come vi ponete davanti alla crisi di Darwin?
“Una questione è la compagnia aerea Darwin, un’altra è la Swiss e le altre compagnie aeree e tutt’altra questione è invece l’aeroporto di Lugano. Purtroppo si tende sempre a legare il nostro scalo al destino di Darwin. Nel nostro piano strategico, ci sono già trattative avanzate con altre compagnie, e c’è l’intenzione di potenziare le proprie rotte. Non solo con Darwin o con Swiss. Nell’interesse dell’economia e dei posti di lavoro, questo è un dato non banale da sottolineare”.

Del probabile spostamento del Call Center di Darwin in Albania cosa ne pensa?
“Gli uffici del call center di Darwin non esistevano nel nostro sistema aeroportuale, sono a Bioggio presso la loro sede. Ma è naturale, nel discorso tra linee “regional” e nell’ottica del miglioramento delle risorse, che la collaborazione tra compagnie porti a trovare delle sinergie. È un trend consolidato che va avanti da anni nell’industria aerea. Certo che dispiace che la Darwin decida di spostare delle risorse fuori dal territorio elvetico, ma non è una cosa che impatta direttamente con l’aeroporto di Lugano. Anzi,  è un motivo in più a diversificare l’offerta e incrementare il dialogo anche con le altre compagnie, soprattutto nell’interesse del territorio. L’Aeroporto ha le fondamenta in Ticino, mentre una compagnia aerea vola qui come è giusto che voli altrove”.

L’aeroporto di Lugano è vista come un’alternativa a Malpensa o Zurigo, con la soppressione di determinati voli, non viene un po’ a mancare questa alternativa?         
“È nell’interesse strategico dell’aeroporto, dell’economia e per chi ci lavora, continuare le partnership attuali e cercarne delle nuove per diversificare le rotte. Nel caso della cancellazione della tratta Lugano-Roma operato da Darwin, il nostro compito è quello di trovare altre alternative. Ma non solo per la capitale italiana, parliamo di Londra, di Vienna o di Parigi. Quindi dobbiamo distinguere bene quello che è l’aeroporto e la singola compagnia aerea. Detto questo, noi non siamo un’alternativa alla Malpensa, ma siamo complementari. Non siamo un Hub, siamo quello che si chiama un “city airport” e quindi dobbiamo svilupparci con le nostre caratteristiche cercando di offrire il meglio”.  

Però ci sono voci però che dicono che l’aeroporto di Lugano in futuro diventerà un scalo solo per facoltosi privati…
“Questa è una delle tante idiozie che circolano messe in giro da di chi continua a paragonare la linea aerea con la “general aviation”. Le ricordo che Lugano ha registrato un tasso d’incremento del 7%, a differenza di aeroporti limitrofi il cui tasso sta decrescendo e dove si trovano confrontati con grossi problemi d’infrastrutture e di qualità. In questo contesto noi abbiamo una linea che deve essere potenziata come già detto. I voli di linea servono perché sono un servizio pubblico e consentono maggiore competitività del territorio, quindi quello che c’è deve essere consolidato. Non ho ancora trovato una persona che mi spieghi, anche in termini economici, perché dobbiamo lasciare un settore a scapito dell’altro se entrambi vanno abbastanza bene”.

Quindi lei non è preoccupato per il futuro dell’aeroporto di Lugano?
“Sono preoccupato nella giusta misura in cui qualsiasi altro direttore d’aeroporto europeo lo è. Nell’attuale situazione economica solo uno sciocco non lo sarebbe. Ma per quanto riguarda il nostro aeroporto e per come sta rispondendo il mercato, mi sento di essere fiducioso per il futuro. Mi auguro che si trovino le giuste sinergie e collaborazioni per togliere gli ostacoli che bloccano lo sviluppo dell’aeroporto. Bisogna smetterla di raccontare favole e avere la giusta percezione dell’importanza che un scalo può avere. Un aeroporto che funziona è uno degli elementi, soprattutto nei periodi di crisi, che può aiutare il turismo, può aiutare la competitività delle imprese e la localizzazione delle stesse”.

 

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