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«Io, tra malinconia e cartoline uniche»

Dall'estro del fotografo Stefano Mussio nasce un coloratissimo atlante di emozioni. Ecco un personaggio dai mille volti accompagnato da una "misteriosa" scatola di latta.
«Io, tra malinconia e cartoline uniche»
TioTalk
«Io, tra malinconia e cartoline uniche»
Dall'estro del fotografo Stefano Mussio nasce un coloratissimo atlante di emozioni. Ecco un personaggio dai mille volti accompagnato da una "misteriosa" scatola di latta.

SAVOSA/ BELLINZONA - «Questa cosa delle cartoline è partita quando ero piccolino». Stefano Mussio, classe 1968, fotografo, celebra con questo ricordo la nascita di "Cari saluti dal mondo nel pallone", una specie di atlante illustrato in cui si scoprono campi di calcio impregnati di storia e di aneddoti, sparsi in ogni angolo del pianeta.

La marmellata di castagne – A TioTalk si presenta col suo look spartano. Da "uomo dei boschi". Con un barattolo di marmellata di castagne fatta in casa. «Abito in mezzo alla natura della Valle Morobbia e inseguo un ideale di libertà quasi utopico».

Il viaggio in Brasile – La chiacchierata è di quelle lunghe. Si divaga. Ci sono le cartoline, certo. Poi c'è un viaggio in Brasile a 16 anni. «Decisivo. Perché mi cambierà la vita. Lì, su una spiaggia, deciderò di fare il fotografo. Grazie a una vecchia Minolta».

Dalle Fiji all'India – E ancora i tanti, tantissimi viaggi. Per passione. E per lavoro. «Ne ricordo uno a 20 anni alle isole Fiji, con la mia compagna dell'epoca. Insieme siamo stati anche in India, dove mi sono sentito a casa».

La foto a Bignasca – Stefano nel corso della sua carriera collaborerà con diverse riviste e quotidiani. Così come con il Locarno Film Festival. Sul tavolo spicca un ritratto fatto a Giuliano Bignasca, compianto fondatore della Lega dei Ticinesi, per il quotidiano "Le Temps". «Ricordo un Bignasca diffidente. Si arrabbiò perché gli spostai un foglio sul tavolo».

«Ho fatto di tutto» – Una persona polivalente. Dotata di estro artistico. Ma anche di una notevole manualità. «Perché la nostra esistenza ti porta anche a situazioni inattese – sospira –. Io mi sono sempre arrangiato a fare di tutto. Anche il falegname. So anche costruire i muretti a secco. Sono un tipo rurale. Molto legato alla cultura delle valli. Oltre alla mia Morobbia, adoro l'Onsernone».

Nel nome di Tinke – Con sé Stefano porta una scatola di latta. Sopra c'è una foto di Tinke, la sua cagnolina scomparsa un anno fa. «La compagna fedele di una vita. Dentro la scatola c'è qualcosa di prezioso che ci univa. Lei è stata più di un'amica. Il libro appena uscito, e pubblicato da una casa editrice di Roma, lo dedico proprio a Tinke».

La passione che sembra spegnersi... – Cartoline che vanno e che vengono. Sono il fil rouge del nostro discorso. «Da ragazzino ne andavo pazzo. Sognavo di giocare in tutti gli stadi del mondo. E quindi cercavo quelle immagini di campi pazzeschi. Poi il Brasile mi ha cambiato. Al mio ritorno ero concentrato sulla macchina fotografica e basta. E le cartoline mi sono messo a venderle».

Una nuova fiamma – Fino a una nuova svolta. Legata a quello che Stefano chiama il "torneo amatoriale del Molino", a Lugano. «Feci un gol di testa che mi esaltò. Di colpo mi tornò la febbre per le cartoline degli stadi. Stavolta sul serio. Mi misi a cercarle. Di nuovo. Ad acquistarle. A destra e a sinistra. Sapendo che non le avrei mai più rivendute».

La malinconia – Un uomo semplice. Apparentemente ruvido, ma dal cuore dolce. Autoironico. Pieno di cose da raccontare. Allegro ma con quel filo di malinconia che lo accompagna sempre. «Penso di essere un tipo un po' malinconico, sì. Fa parte di me. Del mio essere. Forse non ho mai elaborato nemmeno la separazione dei miei genitori, quando avevo 10 anni. Sono cose che ti porti dietro, che ti cambiano il carattere e in un certo senso ti rendono più sensibile».

Guarda l'intervista integrale e gli altri episodi di TioTalk su Tio.ch, oppure sul nostro canale YouTube.

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