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VALLESE

Le vie di fuga, gli estintori, i minorenni: i punti che l'inchiesta dovrà chiarire

Gli inquirenti sono chiamati a rispondere alle varie domande che circondano la tragedia di Capodanno a Crans-Montana
AFP
Fonte Le Nouvelliste
Le vie di fuga, gli estintori, i minorenni: i punti che l'inchiesta dovrà chiarire
Gli inquirenti sono chiamati a rispondere alle varie domande che circondano la tragedia di Capodanno a Crans-Montana

CRANS-MONTANA - Dopo l’orrore e il raccoglimento, è il momento delle domande. L’incendio che ha devastato il bar Le Constellation di Crans-Montana, causando la morte di 40 persone e il ferimento grave di 119, sarebbe stato innescato - secondo la ricostruzione ufficiale - dalle candele pirotecniche posizionate sulle bottiglie di champagne. Ma le circostanze che hanno trasformato una festa in tragedia sono tutte da chiarire.

La procura vallesana ha aperto un’inchiesta penale contro i due proprietari del locale per omicidio colposo, lesioni colpose e incendio colposo. Rimangono in libertà e beneficiano della presunzione d’innocenza, ma in caso di rinvio a giudizio rischiano fino a tre anni e mezzo di carcere per ogni reato. Anche il Comune di Crans-Montana ha annunciato l’intenzione di costituirsi parte civile.

Il quotidiano Le Nouvelliste fa il punto sullo stato dell'indagine, al cui centro vi sono i lavori di ristrutturazione e l’assetto del bar. Immagini del 2015 mostrano l’installazione di pannelli acustici in schiuma su soffitto e pareti: materiali che, se non trattati con ritardanti di fiamma, possono favorire una rapida propagazione del fuoco. Gli inquirenti dovranno stabilire se fossero conformi alle norme antincendio. Dubbi emergono anche sulla scala d’accesso al locale sotterraneo, che potrebbe essere stata ristretta durante i lavori, forse fino a scendere al di sotto delle larghezze minime previste.

Il proprietario aveva dichiarato di aver eseguito gran parte dei lavori personalmente e di aver subito controlli comunali «tre volte in dieci anni». Versione smentita dalle autorità locali, secondo cui i locali pubblici vengono verificati con cadenza annuale o biennale, così come previsto dalla legge cantonale.

Altro nodo cruciale riguarda le vie di fuga. Testimonianze indicano che una delle uscite di emergenza, collocata in fondo al seminterrato e poco visibile, sarebbe stata bloccata ed è stata aperta solo forzandola dall’esterno. Le norme impongono che le uscite si aprano nella direzione di fuga e siano adeguate alla capienza del locale stesso. L’inchiesta dovrà chiarire se il numero, la segnaletica e la funzionalità fossero sufficienti.

Nelle immagini dell’incendio non si vedono estintori né si sente un allarme. Gli estintori sono obbligatori nei locali aperti al pubblico, mentre i sistemi di allarme non sempre lo sono. Resta però il dovere di vigilanza del gestore: manutenzione, organizzazione della sicurezza e formazione del personale sono responsabilità imprescindibili.

Infine, la presenza di minorenni. Tra le vittime ci sono ragazzi tra i 14 e i 17 anni. La legge vallesana consente l’accesso ai minori di 16 anni non accompagnati solo fino alle 22; oltre quell’ora scatta l’infrazione. Per i 16-18enni la normativa è meno chiara e si viene a creare una “zona grigia”, soprattutto in notti affollate come Capodanno. Il controllo dell’età spetta al gestore, ma resta da capire quali verifiche siano state effettuate presso Le Constellation.

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