Crans-Montana: «Niente carcere per i proprietari»

Il Ministero pubblico fa il punto sulle indagini, le cui prossime tappe riguarderanno anche «l’analisi della documentazione ottenuta dal Comune, la conformità dei lavori realizzati dai gestori, i materiali utilizzati, le vie di fuga, i mezzi di estinzione»
CRANS-MONTANA - Omicidio colposo, lesioni personali colpose e incendio colposo: sono queste le accuse di cui dovranno rispondere i proprietari del Constellation. Intanto, Il Ministero pubblico fa il punto delle indagini e in una nota spiega che «non sono state ordinate misure coercitive nei confronti degli indagati, poiché i criteri necessari per una detenzione preventiva, allo stato attuale, non sono soddisfatti». Attualmente, viene precisato, «non vi è alcun sospetto che gli indagati vogliano sottrarsi alla procedura penale o alla sanzione prevedibile dandosi alla fuga. Gli altri criteri, ossia il rischio di recidiva o di collusione, non sono da prendere in considerazione».
L’indagine prosegue per determinare eventuali altre responsabilità penali - Secondo lo stato attuale delle investigazioni, «l’origine dell’incendio è legata all’uso di “fontane”» viene confermato. Come già provato dai numerosi video circolati subito dopo la tragedia, gli elementi di indagine sin qui raccolti dagli investigatori danno credito alle «prime testimonianze raccolte» che «menzionano un incendio che si è propagato rapidamente, generando molto fumo e una grande ondata di calore. Tutto si sarebbe svolto molto rapidamente».
Il seguito delle indagini: analisi della conformità dei lavori - Il seguito delle indagini - si legge nel comunicato - riguarderà «in particolare, l’analisi della documentazione ottenuta dal Comune, la conformità dei lavori realizzati dai gestori, i materiali utilizzati, le vie di fuga, i mezzi di estinzione e il rispetto delle norme in materia di incendi».
Il Ministero pubblico ricorda «che la presunzione di innocenza si applica fino a quando non sia pronunciata una condanna definitiva».



