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LUGANO

«Lugano ci ha messo sullo stesso piano di questi movimenti»

Il presidio antifascista, non autorizzato dalla Città, è in corso in Piazza Manzoni. Presenti circa 150 persone. Giuseppe Sergi: «Noi ci opponiamo a tutto questo e riteniamo che sia importante manifestarlo»
«Lugano ci ha messo sullo stesso piano di questi movimenti»
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«Lugano ci ha messo sullo stesso piano di questi movimenti»
Il presidio antifascista, non autorizzato dalla Città, è in corso in Piazza Manzoni. Presenti circa 150 persone. Giuseppe Sergi: «Noi ci opponiamo a tutto questo e riteniamo che sia importante manifestarlo»

LUGANO - «Siamo qui per rendere manifesto il nostro dissenso, la nostra condanna, nei confronti di gruppi fascisti e nazisti che diffondono idee di odio, idee razziste e idee omofobe. E che contestano addirittura i diritti democratici fondamentali. Noi ci opponiamo a tutto questo e riteniamo che sia importante manifestarlo». Con queste parole, Giuseppe Sergi del Movimento per il socialismo (MPS), tra i promotori, ha presentato la natura del presidio antifascista in corso questo pomeriggio a Lugano.

Quella di oggi, inizialmente concepita in risposta all'annunciata "marcia per la patria" dell'autoproclamato "Fronte nazionale elvetico" e, proprio come quest’ultima, non autorizzata dal Municipio, è una manifestazione che ha fatto parecchio discutere negli ultimi giorni. Dopo il "no" di Palazzo Civico, gli organizzatori non solo non hanno rinunciato a scendere in strada, ma hanno anche modificato quello che era il programma originale, "traslocando" il presidio dal piazzale della stazione FFS di Lugano a Piazza Manzoni, quindi in pieno centro città, a pochi metri da Piazza della Riforma.

Sergi ha criticato anche la posizione della Città di Lugano che «ha messo sullo stesso piano questi movimenti di estrema destra con delle persone che difendono i diritti democratici, antifascisti, che vogliono esprimere le loro idee. E questo noi non possiamo tollerarlo».

Il doppio "no" di Lugano
Il "Fronte nazionale elvetico", lo ricordiamo, ha rinunciato alla manifestazione dopo che l'esecutivo luganese ha comunicato di non aver concesso l'autorizzazione «sulla base di una valutazione dei profili di rischio per l’ordine e la sicurezza pubblica». Per quanto concerne invece il presidio antifascista, promosso da SOA il Molino, MPS, Collettivo Scintilla e altri gruppi, una domanda formale per richiedere l'autorizzazione non è mai stata inviata a Palazzo Civico.

E il Municipio, citando il comunicato diramato lo scorso 17 febbraio, constatava «l’assenza delle condizioni per autorizzare l’utilizzo accresciuto dello spazio pubblico» e dichiarava «che lo svolgimento dell’iniziativa nelle modalità annunciate non sarà tollerato». Il dispositivo di polizia è coordinato dalla Polizia cantonale.

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