Getta la fidanzata dalla finestra dell’hotel: 18 anni di carcere per un 37enne bernese

Condanna di 18 anni per l’uomo accusato di aver spinto la fidanzata nel vuoto. Entrambi si trovavano in Kosovo per partecipare a un matrimonio.
Condanna di 18 anni per l’uomo accusato di aver spinto la fidanzata nel vuoto. Entrambi si trovavano in Kosovo per partecipare a un matrimonio.
BERNA/KOSOVO - È stato condannato a 18 anni di reclusione l’uomo ritenuto responsabile della morte di una giovane argentina precipitata da una finestra di un hotel a Fushë Kosova nell’estate del 2023. La sentenza è stata pronunciata giovedì sera dal Tribunale di Pristina.
La vittima, María Clara, 27 anni, è morta il 1° agosto 2023 dopo essere caduta dal sesto piano dell’albergo in cui alloggiava insieme al compagno, un 37enne svizzero di origini kosovare residente nel Canton Berna. Secondo la ricostruzione dei giudici, l’uomo avrebbe spinto la fidanzata nel vuoto al culmine di una violenta lite.
Il tribunale ha ritenuto provato che l’imputato abbia aggredito la giovane già nel parcheggio dell’hotel, colpendola ripetutamente e tentando persino di investirla con l’auto. La situazione sarebbe poi degenerata nella camera dell’albergo, dove l’uomo l’avrebbe messa con le spalle al muro, fino a spingerla fuori dalla finestra del sesto piano. La donna è deceduta poco dopo in ospedale a causa delle gravi ferite riportate nella caduta.
A rafforzare l’ipotesi dell’omicidio erano stati anche gli elementi emersi dall’autopsia. Il padre della vittima, Facundo Urdangaray, aveva dichiarato che sul corpo della figlia erano stati riscontrati lividi sulle braccia non compatibili con una semplice caduta accidentale. «Sono prove molto chiare che mia figlia è stata assassinata», aveva affermato, sottolineando come quei segni indicassero una colluttazione prima del volo fatale.
La difesa: «È stato un incidente» - Dopo la tragedia, il padre dell’imputato aveva sostenuto pubblicamente l’innocenza del figlio, affermando che la giovane si sarebbe appoggiata a una vetrata montata in modo difettoso, precipitando accidentalmente nel vuoto. La coppia si trovava a Fushë Kosova per partecipare a un matrimonio insieme alla famiglia dell’uomo.
Con la sentenza emessa a Pristina si chiude, almeno in primo grado, uno dei casi di cronaca più sconvolgenti degli ultimi anni tra Svizzera e Kosovo. Resta ora da vedere se la difesa presenterà ricorso contro la condanna.




