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BELLINZONA

Uno sguardo sul mondo, più forte della malattia

"Dal mio punto di vista" è la mostra fotografica del 16enne MaxMat, visitabile il 26 e 27 febbraio alla Scuola cantonale di commercio
MAXMAT
Uno sguardo sul mondo, più forte della malattia
"Dal mio punto di vista" è la mostra fotografica del 16enne MaxMat, visitabile il 26 e 27 febbraio alla Scuola cantonale di commercio

BELLINZONA - Giovedì 26 e venerdì 27 febbraio la Scuola cantonale di commercio di Bellinzona ospiterà nel suo Auditorium la mostra fotografica "Dal mio punto di vista", gratuita e aperta a tutti. «Quando la passione incontra il talento, nascono storie che meritano di essere raccontate» scrive sui social Team Ticino Accessibile. La storia da raccontare è quella di MaxMat, nome d'arte del 16enne Mattia Maggio. La sua è la perfetta dimostrazione che una malattia genetica rara (nel suo caso la SMA di tipo 2, ovvero la atrofia muscolare spinale intermedia) e la sedia a rotelle non siano affatto un limite alla creatività e alla voglia di vedere il mondo da una prospettiva personale.

La passione per la fotografia di Mattia è nata un anno e mezzo fa. Il merito? Del posto di lavoro. «Sto facendo l'apprendistato come poligrafo e nella mia azienda fanno shooting fotografici. Così mi sono appassionato, anche vedendo le foto fatte dal mio capo. Così ho voluto provare... ed eccomi qui».

Cosa accende la sua attenzione, quando guarda il mondo attraverso la lente della sua fotocamera Sony? «Mi piacciono molto le texture», ovvero le qualità percepibili alla vista e al tatto delle superfici, oppure degli oggetti. Può accadere con quella di una roccia, spiega Mattia, oppure con la pelle umana. Se parliamo di esseri viventi, anche gli occhi sono un elemento focalizzante. A tal proposito, in mostra c'è uno splendido scatto in bianco e nero che ritrae un cane. Il punto di messa a fuoco non sono gli occhi, come ci si aspetterebbe, ma il naso. Con la sua particolare texture ben definita. «Quello è stato un caso particolare: in realtà volevo mettere a fuoco gli occhi perché, se si guarda con attenzione, quel cane ha un occhio azzurro e l'altro marrone. Volevo concentrarmi su quel dettaglio, all'inizio, ma poi il fuoco è finito sul naso e mi sono concentrato su quel dettaglio». La stampa in bianco e nero valorizza ancora di più la superficie rugosa del "tartufo" dell'animale. «Ogni tanto, in fotografia, gli errori possono diventare l'elemento principale».

Volti, momenti, elementi che si stagliano nitidi davanti allo sguardo e raccontano di sé e, al contempo, sono parte di una storia e di un percorso visivo. Nella dozzina di scatti stampati su carta fotografica Mattia ci offre un saggio del suo talento. La mostra sarà visitabile giovedì 26 dalle 17.30, mentre dalle 18 alle 20 si terrà, sempre all'Auditorium della Scuola Cantonale di Commercio, la conferenza pubblica dal titolo "Qualità di vita e sostegno globale per le malattie rare" organizzata dal Centro Malattie Rare della Svizzera Italiana (CMRSI) e MGR. Le opere saranno visibili anche venerdì 27 febbraio, dalle 11 alle 16. Giovedì MaxMat sarà presente e si potrà dialogare con lui a proposito delle opere esposte.

Ci sarà la fotografia, nel futuro di Mattia? «Mi piacerebbe aprire uno studio fotografico. Magari come secondo lavoro». Una passione che sarebbe qualcosa di più di un hobby. «Sì, non mi dispiacerebbe».

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