Presidio anti Vannacci, arriva la fattura agli organizzatori

Il Municipio ha addebitato il costo della gestione del traffico. Reclamo dell'MPS: «La libertà di manifestare non dev'essere subordinata a condizioni finanziarie preventive»
MENDRISIO - «L'esercizio della libertà di riunione e di opinione non può essere subordinato a condizioni finanziarie preventive che ne limitino o ne impediscano di fatto la fruizione». È una delle motivazioni alla base del reclamo che l’MPS ha inoltrato al municipio di Mendrisio.
La fattura - L’obiettivo? Contestare la fattura di 600 franchi che il Municipio della città ha addebitato agli organizzatori del presidio contro la presenza dell'ex generale Vannacci a Mendrisio lo scorso 28 gennaio.
I costi del traffico in capo agli organizzatori - «Contestiamo con fermezza - si legge nelle motivazioni del reclamo - la condizione posta nell’autorizzazione secondo cui “l'organizzatore si impegna a coprire i costi per il personale di sicurezza privato, impiegato su disposizioni della Polizia comunale, per assicurare gli sbarramenti e deviazioni di traffico”».
«Non ci sono basi legali» - Secondo l’MPS «l’’autorizzazione del 21 gennaio non menziona alcuna base legale specifica che autorizzi il Municipio ad addebitare preventivamente agli organizzatori di una manifestazione politica e pacifica i costi legati al mantenimento dell'ordine pubblico e alla gestione della sicurezza stradale».
«È compito dell'ente pubblico» - E ancora: «Nemmeno la fattura dell’11 febbraio 2026 cita una chiara base legale. Il compito di garantire la sicurezza durante manifestazioni su suolo pubblico spetta all'ente pubblico e alle sue forze di polizia. L'addebito di tali costi a partiti e movimenti politici, così come a privati cittadini, che esercitano il diritto costituzionale di manifestazione pacifica necessita di una base legale chiara e specifica in una legge formale, base che nel caso concreto è assente».
«Richiesta economica sproporzionata» - Per l’MPS «anche qualora esistesse una base legale, la richiesta di pagamento sarebbe sproporzionata e lesiva dei diritti citati nella loro essenza, conformemente a quanto sancito dall'art. 36 della Costituzione federale. La nostra manifestazione è stata un presidio politico e pacifico tutelato dalla Costituzione e dal diritto internazionale, e l'impiego di agenti di sicurezza per la gestione del traffico è una misura di polizia che rientra nelle competenze e nei doveri dello Stato».



