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Tranquilli, non verrete arrestati per pedopornografia

Tentativo di truffa via e-mail usando indebitamente il nome della Polizia cantonale. Le forze dell'ordine: «Decine le segnalazioni, siate diffidenti». Ecco come riconoscere la truffa.
Ti-Press
Tranquilli, non verrete arrestati per pedopornografia
Tentativo di truffa via e-mail usando indebitamente il nome della Polizia cantonale. Le forze dell'ordine: «Decine le segnalazioni, siate diffidenti». Ecco come riconoscere la truffa.

BELLINZONA - Il reato ipotizzato è grave: si parla di pornografia o, addirittura, pedopornografia. L’e-mail lascia poco margine: le autorità vanno contattate entro 72 ore. Per rendere il tutto più credibile, vengono indebitamente utilizzati il nome della Polizia cantonale e i riferimenti di funzionari di polizia.

Non avete commesso reati, stanno provando a truffarvi - Se avete ricevuto anche voi sul vostro server di posta elettronica un messaggio di questo tipo, state tranquilli. Non avete commesso nessun reato. Siete però vittima di un tentativo di truffa.

«Le segnalazioni? Alcune decine» - Nei giorni scorsi, le stesse forze dell’ordine, tramite una comunicazione ufficiale, mettevano in guardia da queste e-mail truffaldine. Da noi contattata, la Polizia cantonale fa sapere che le segnalazioni giunte sono «alcune decine» (a venerdì 20 febbraio non risultavano presentate denunce formali).

Chi è il bersaglio - A essere colpiti sono stati privati cittadini, istituzioni e aziende. «Precisiamo - continua la Cantonale - che non si tratta di una nuova forma di truffa phishing, bensì di una modalità già riscontrata da alcuni anni».

I casi passati - Ad esempio in passato, «queste e-mail truffaldine riportavano intestazioni riconducibili a fedpol o a Interpol e facevano riferimento — come nel caso recente — a presunti reati di pedopornografia o pornografia, con l’obiettivo di intimorire i destinatari».

«Siate diffidenti» - La polizia, inoltre, «rinnova l'invito a essere diffidenti in caso di e-mail che esortano a fornire dati personali e che affermano che, se non si procede in tal senso, vi saranno conseguenze (per esempio perdite di denaro, denuncia penale, blocco delle carte)».

L'indirizzo cui scrivere - Le persone che hanno ricevuto queste e-mail fraudolente sono invitate a inviare una segnalazione alla Polizia cantonale all'indirizzo prevenzione@polca.ti.ch.

«Mai rispondere» - Ecco alcuni consigli per proteggersi:«Non rispondere e non fornire dati personali o sensibili. Non cliccare su link e non aprire allegati. Verificare sempre attentamente l'indirizzo del mittente».

Chiamate a nome di false autorità - Nelle settimane passate, si è parlato anche del fenomeno delle chiamate a nome di false autorità, uno degli schemi collaudati utilizzati dai truffatori: il numero che appare sul display è svizzero, l'interlocutore finge di essere un rappresentante delle forze dell’ordine. Il suo obiettivo? Carpire informazioni personali e dati finanziari alla vittima. In Ticino, negli ultimi tre anni (2023-2025), si registra una trentina di casi l'anno (in aumento i dati, invece, nella svizzera tedesca).


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