Non premete mai il tasto 1 del telefono

Cresce il fenomeno delle chiamate a nome di false autorità. Facciamo il punto della situazione in Ticino (con i consigli per difendersi dalla truffa).
BELLINZONA - Il numero che appare sul display è svizzero. L’interlocutore finge di essere un rappresentante delle forze dell’ordine. Il suo obiettivo? Carpire informazioni personali e dati finanziari alla vittima.
Chiamate a nome di false autorità - È uno degli schemi collaudati utilizzati dai truffatori. Sono “le chiamate a nome di false autorità”: un fenomeno, stando a quanto riportato da alcuni articoli della Svizzera tedesca, in sensibile aumento nei dodici mesi precedenti.
Una trentina di casi l'anno in Ticino - «In Ticino, negli ultimi tre anni (2023-2025), si registrano una trentina di casi l'anno», spiega Patrick Cruchon, addetto alla prevenzione della Polizia cantonale. Le denunce non sono in aumento: «Va anche specificato - precisa Cruchon - che per questa specifica truffa, nella maggior parte dei casi, il tentativo va a vuoto e quindi viene segnalata la telefonata truffaldina alla Polizia, ma senza che la parte lesa formalizzi una denuncia. Questo perché, non avendo subito un danno finanziario, non vogliono procedere oltre».
Quell'attività sospetta con la SwissID - Per quanto riguarda il modus operandi, come accennato a inizio articolo, «gli interlocutori - spiega l'addetto alla prevenzione della Polizia cantonale - fingono di appartenere alla “Federal Police”, a un’autorità doganale, a un tribunale internazionale o alla polizia cantonale. Durante la maggior parte di queste chiamate, i truffatori cercano di carpire informazioni personali e dati finanziari. Dichiarano, ad esempio, che vi è stata un’attività sospetta con la SwissID o che il conto bancario della persona chiamata presenta alcune irregolarità».
La voce generata dal computer - Di frequente è una voce generata dal computer che informa le persone prese di mira che i loro dati bancari personali risultano connessi con un reato. “Per ulteriori informazioni si chiede alla vittima di premere il tasto "1”.
La telefonata per carpire i dati - Dopo aver eseguito quanto richiesto, la telefonata passa a una persona reale che, esprimendosi sempre in inglese, spesso con accento indiano (percettibile un rumore di fondo di un call center), cercherà di convincere la possibile vittima a fornire dati sensibili o a scaricare un software di accesso remoto, con i quali eseguire, ad esempio, operazioni bancarie o acquisti a nome del malcapitato.
I numeri svizzeri - Il raggiro, di solito, avviene tramite telefonata con numeri di cellulare svizzeri. Purtroppo bloccare il numero o richiamarlo non ha alcun senso. Il fenomeno rientra in una variante di phishing denominata Vishing. In alcuni casi, utilizzando la tecnica dello spoofing, fanno apparire sul display un numero con prefisso svizzero per rendere più credibile la chiamata. «Anche il numero d’emergenza della polizia 117 è stato utilizzato in passato per questo genere di truffe - segnala Cruchon - Ricordiamo che la polizia non esegue telefonate con la linea delle urgenze 117». Non c’è un’età prestabilita: essendo sconosciuto il destinatario della telefonata, gli autori tentano di colpire chiunque.
Nel periodo delle feste, occhio ai fake shop - È possibile aspettarsi una recrudescenza del fenomeno durante il periodo delle feste? «Non per questo specifico tipo di truffa - conclude Cruchon - Per contro, nel periodo delle festività, di regola, vi è un aumento delle segnalazioni di negozi online fraudolenti («fake shop»), concorsi fraudolenti e campagne di phishing ben organizzate, dove i malintenzionati perfezionano i loro metodi per ingannare quante più vittime nella frenesia della caccia all’affare».
Ecco alcuni consigli per proteggersi dalle chiamate fraudolente
- Interrompere immediatamente la chiamata riattaccando.
- Non rivelare nessuna informazione personale.
- Non dare seguito all’invito a scaricare applicativi
- Se sono stati forniti dati bancari, contattare subito la propria banca
- Se è stato effettuato un pagamento o è stata avviata una sessione e-banking, contattare subito la propria banca in modo che possa, eventualmente, bloccare il pagamento.
- Segnalare il tentativo di truffa cliccando sul link seguente: https://www.report.ncsc.admin.ch/it/ UFCS Report.
- Avvisare la polizia cantonale del tentativo di truffa al numero verde della CECAL 0848 25 55 55.



