«Ci sarà un prima e un dopo Crans-Montana»

Il presidente della Confederazione Guy Parmelin: «Candele pirotecniche? Sarebbero da vietare al chiuso, ma non lo farà il Consiglio federale»
CRANS-MONTANA - «Ho la sensazione che per molte persone ci sarà un prima e un dopo Crans-Montana». Così Guy Parmelin, presidente della Confederazione svizzera, intervistato da giornalisti delle testate Rts, Srf e Rsi.
«Se in modo chiaro gli standard non sono stati rispettati o i controlli non sono stati sufficientemente garantiti, sarà necessario trarne insegnamento», afferma Parmelin. «Ciò significa - aggiunge - che ci sono delle responsabilità, ma spetta alla giustizia determinarle».
In merito alle immagini che mostrano l'uso di candele pirotecniche su bottiglie di champagne nel seminterrato del bar Le Constellation, Parmelin ha dichiarato che «forse si può migliorare la sicurezza», sottolineando però l'importanza di non aggiungere burocrazia, e il fatto che il compito di analizzare le norme spetta agli specialisti.
«Si ha l'impressione che questo tipo di manifestazione pirotecnica dovrebbe essere vietato nei locali chiusi», ha detto ancora in riferimento alle immagini che mostrano l'uso di candele pirotecniche nel locale Le Constellation. Ma è necessario un divieto ufficiale? «Non sarà il Consiglio federale a decretarlo», ha risposto il presidente dell'esecutivo svizzero.
Parmelin ha poi voluto ricordare che senza la solidarietà internazionale «la Svizzera non avrebbe potuto far fronte alla tragedia» e ha spiegato di considerare normale - come riporta Rts - che la Svizzera non abbia abbastanza posti letto per grandi ustionati, dato che si tratta di una situazione straordinaria. In questo senso, ha ricordato la solidarietà del suo Paese con Francia e Germania durante il periodo della pandemia da Covid-19.
«Ho ricevuto un numero enorme di messaggi», in particolare da capi di stato, ha detto, citando il presidente francese Emmanuel Macron, il ministro degli Esteri Antonio Tajani che si è recato a Crans-Montana, la premier Giorgia Meloni, e il presidente israeliano Isaac Herzog che ha offerto l'aiuto di Israele «specialmente in materia di identificazione giudiziaria».
Il presidente della Confederazione elvetica ha riferito di aver appreso della tragedia «poco prima delle sette di mattina» del primo gennaio, ma di aver deciso di recarsi sul posto solo alla fine del pomeriggio con il fine di «lasciare lavorare le persone per salvare il maggior numero di vite».



