L'indagine su Andrea si estende, i britannici bocciano i Windsor

Mentre l'approvazione verso la casa reale scende per la prima volta in tempi recenti sotto il 50%, le indagini sul 66enne ex duca di York proseguono di buona lena. Anzi, si allargano.
LONDRA - Pesa come un macigno su ciò che resta della popolarità della monarchia britannica, tradizionale bastione millenario della storia dell'isola, il sordido dossier legato al nome del defunto finanziere pedofilo americano Jeffrey Epstein, che investe - fra tanti ricchi e potenti del pianeta - anche l'ex principe Andrea. Uno scandalo sfociato giovedì nell'umiliante fermo di polizia di quasi 12 ore del fratello minore di re Carlo III e figlio terzogenito della scomparsa regina Elisabetta II, seguito da un rilascio che non cancella le accuse.
Le indagini si allargano - Mentre l'approvazione verso la casa reale scende per la prima volta in tempi recenti sotto il 50%, le indagini sul 66enne ex duca di York proseguono di buona lena. Anzi, si allargano.
Da un lato ci sono le perquisizioni - giunte alla terza giornata di fila nella tentacolare ex residenza di Royal Lodge, adiacente al castello di Windsor - della Thames Valley Police, chiamata a investigare sul sospetto reato di condotta illecita nell'esercizio di funzioni pubbliche a carico di Andrea in relazione alle informazioni riservate da lui ottenute come emissario commerciale in Asia del governo di Londra e spifferate fra il 2010 e il 2011 a scopo di lucro all'amico pregiudicato Jeffrey.
Dall'altro si consolidano i filoni investigativi avviati per ora a livello preliminare da almeno altri otto dipartimenti di polizia su ulteriori riflessi britannici delle nuove rivelazioni degli Epstein file.
Il traffico di minorenni recapitate a Buckingham Palace - A cominciare dalla vicenda del traffico di giovani donne, talora minorenni, messe a suo tempo a disposizione di amici vip dal faccendiere in giro per il mondo attraverso i voli privati del suo famigerato Lolita Express, che fra metà anni '90 e il 2018 avrebbero fatto arrivare in totale solo a Londra oltre 80 ragazze, ricevute da vari personaggi, fra i quali lo stesso Andrea. In qualche caso persino a Buckingham Palace, dove l'ex principe aveva un ufficio personale al tempo del regno di sua madre Elisabetta.
A quest'ultimo riguardo, Scotland Yard sta mettendo sotto torchio agenti o ex agenti della Royalty and Specialist Protection (RaSP), interrogati sul sospetto insabbiamento di anni di visite "clandestine" ricevute dall'ex duca in varie proprietà.
Consenso ai minimi storici - Intanto l'istituto demoscopico Ipsos fa scivolare al 47% il tasso di consenso dei sudditi all'istituzione monarchica, indicando in discesa le simpatie verso tutti i membri di spicco della dinastia: dal 77enne re Carlo, che cala al 48% perdendo 5 punti, allo stesso principe William e alla sua consorte Kate, che restano primi con il 63 e il 62%, ma cedono rispettivamente ben 8 e 7 punti, a dispetto del tentativo dei media d'establishment di far passare almeno loro come inflessibili verso Andrea, cancellando il fatto che nell'agosto 2023 fosse stato proprio l'erede al trono a prestarsi a scarrozzare in auto lo zio "reprobo" in favore di telecamere a una messa di famiglia a Balmoral.
Il tutto in un contesto che vede una minoranza di persone apertamente ostili e una più vasta sacca d'indifferenza, nonché una disaffezione largamente maggioritaria fra i giovani e le minoranze etniche destinati a condizionare sempre più il futuro.
Un trend che accelera rispetto agli ultimi anni, malgrado i tentativi della corte di correre ai ripari giurando ad esempio di non voler interferire sulla storica proposta di legge preannunciata dall'entourage del governo di Keir Starmer - azzoppato a sua volta dal grave coinvolgimento nel caso Epstein dell'ex ministro laburista, ex commissario europeo ed ex ambasciatore negli USA Peter Mandelson - per escludere Andrea dalla linea di successione alla corona. «Materia di competenza esclusiva del parlamento», ha riconosciuto un insider di Buckingham Palace al "Times".



