Dimissioni al veleno alla clinica Varini

Il direttore sanitario annuncia il suo addio denunciando la presunta scarsa umanità nel modo di gestire la struttura. La replica dei vertici non si fa attendere.
ORSELINA - «Un'istituzione sanitaria come la nostra dovrebbe mettere al centro le persone che stanno dietro ai numeri». È solo uno stralcio della lettera al vetriolo con cui Vinnie Cocuzzi, direttore sanitario della clinica Varini di Orselina, annuncia ai vertici della struttura la disdetta dai suoi numerosi incarichi. Otto mandati in un colpo solo. Tra cui quello di direttore sanitario della casa per anziani Montesano e quello di medico responsabile per i reparti acuti di minore intensità del terzo e quinto piano.
Cosa è successo nei giorni scorsi – Venerdì in mattinata la Clinica Fondazione Varini di Orselina e la Clinica Hildebrand di Brissago avevano annunciato un accordo di collaborazione. Ma il quotidiano "La Regione" ha poi rivelato il retroscena: questa mossa costerà il posto di lavoro a ben otto persone legate al team di fisioterapia.
Uno scritto amaro – Le dimissioni del direttore sanitario sembrano direttamente connesse a questa manovra. Lo si intuisce anche leggendo il testo. Uno scritto amaro in cui l'uomo sostiene di non potersi identificare «in un’azienda che rischia di apparire irreprensibile all’esterno, ma che interiormente si allontana da una reale centralità della persona».
Nel nome dei più deboli – Cocuzzi, che a tio.ch ha ribadito per filo e per segno quanto scritto nella lettera di dimissioni, dovrebbe restare in carica per i prossimi mesi al fine di effettuare il passaggio di consegne al suo successore. All'inizio della missiva fa riferimento sia alle persone gravemente invalide, sia agli anziani, sia al personale «di valore inestimabile che ogni giorno si prende cura di loro, spesso in condizioni complesse e difficili».
Parole che pesano – E poi a un certo punto aggiunge: «Una struttura sanitaria non può diventare un “sepolcro imbiancato”: ordinato nella forma, ma svuotato nei contenuti umani, etici e morali». Espressioni piuttosto pesanti, che non lasciano indifferenti.
Il precedente – Tra il 2023 e il 2024 la stessa clinica era finita sui media a causa di una serie di problematiche legate in parte al cambio di gestione. Si parlava di licenziamenti, di conti che non quadravano. E di un clima di lavoro non proprio leggero. A un certo punto la polemica sembrava essersi sgonfiata, con tanto di rassicurazioni da parte della direzione. Ora sembra essere scoppiato un nuovo caso.
La versione della clinica – Ma cosa ne pensano i vertici della clinica delle dimissioni di Cocuzzi? Il direttore Martin Hilfiker sottolinea: «Si tratta di punti di vista. Ogni collaboratore ha il dovere di identificarsi nei progetti sviluppati e condivisi, indispensabili a garantire un futuro solido alla Clinica Fondazione Varini in un contesto, quello sanitario, in continua evoluzione. Il collaboratore ha il diritto di decidere diversamente, qualora non si trovi più allineato alle strategie, agli obiettivi e ai valori che questi progetti rappresentano. La visione della Clinica Fondazione Varini è chiara: continuare a mettere i pazienti al centro».
«Nessuna crisi» – A Hilfiker chiediamo se non ci si trovi di fronte a una nuova crisi visti gli ultimi sviluppi. «Non ci troviamo di fronte a una crisi – replica –. Ci troviamo di fronte a un normale avvicendamento di una figura professionale. Il dottor Cocuzzi ha scelto di non abbracciare il cambiamento in corso, orientando così la sua carriera professionale altrove».
«Miglioramento della qualità» – La collaborazione con la Clinica Hildebrand di Brissago non rientrerebbe in un piano di ulteriori riduzioni generalizzate del personale. «Anzi – precisa Hilfiker –, punta al miglioramento della qualità delle nostre prestazioni. Le riorganizzazioni già avvenute negli anni 2023 e 2024 rispondevano a una situazione diversa e a misure di risanamento allora necessarie per raggiungere il pareggio dei conti nel 2025. Non sono previsti ulteriori outsourcing di altri servizi clinici, di cura, oppure legati alla cucina, alla ristorazione o al settore alberghiero. Il numero di risorse umane nell’ambito della gestione delle prestazioni terapeutiche sarà inoltre mantenuto analogo a quello odierno».




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