Fratello morto e padre malato, Kampl chiude anzitempo la carriera

Il centrocampista ha deciso di rescindere il contratto in essere con il Lipsia per stare con i suoi cari
«Il tempo che sprechiamo non ce lo restituisce nessuno».
Il centrocampista ha deciso di rescindere il contratto in essere con il Lipsia per stare con i suoi cari
«Il tempo che sprechiamo non ce lo restituisce nessuno».
LIPSIA - Un’ottima carriera, quella di Kevin Kampl, si chiuderà a fine mese. Il centrocampista tedesco ex, tra le tante, di Bayer Leverkusen, Greuther Fürth, Osnabrück, Aalen, Salisburgo e Borussia Dortmund, non è più un ragazzino ma, a 35 anni, ancora due-tre stagioni ad alto livello avrebbe potuto giocarle. Invece ha deciso di rescindere il contratto che aveva con il Lipsia (rinunciando a un compenso di un milione di euro) per tornare a casa. Per stare con i suoi cari.
A spingere lo sloveno ad appendere gli scarpini al chiodo sono stati un paio di avvenimenti che hanno toccato la sua famiglia. La morte del fratello Seki, spentosi lo scorso ottobre, e la malattia del padre.
«Gli ultimi mesi sono stati molto duri, caratterizzati da un profondo dolore - ha spiegato l’ormai ex calciatore - La scomparsa improvvisa di mio fratello mi ha fatto capire quanto sia prezioso il tempo e quanto sia importante trascorrerlo con le persone più care. Mio padre non sta benissimo e quindi voglio passare più momenti possibili con lui. Voglio stare a casa. Il tempo che sprechiamo non ce lo restituisce nessuno».








