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«Vogliamo una squadra che remi tutta nella stessa direzione»

Alessandro Benin commenta la separazione con Chris DiDomenico che costringerà l'Ambrì a disputare questa fine di stagione con soli 5 stranieri. «Abbiamo cercato un sostituto, ma ora ci concentriamo sui giocatori che abbiamo.
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«Vogliamo una squadra che remi tutta nella stessa direzione»
Alessandro Benin commenta la separazione con Chris DiDomenico che costringerà l'Ambrì a disputare questa fine di stagione con soli 5 stranieri. «Abbiamo cercato un sostituto, ma ora ci concentriamo sui giocatori che abbiamo.
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AMBRÌ - Una separazione che ormai era nell'aria. Ma che non per questo fa meno rumore. O meno scalpore. Dopo una stagione e mezza di idillio, culminato con quella rete (decisiva) a Rapperswil nella serata in cui il canadese diventava padre per la prima volta, le strade di Chris DiDomenico e l'Ambrì-Piotta si sono separate. In malo modo. Un'altra pagina del libro horror che contraddistingue questa stagione biancoblù.

Nel suo comunicato, il club motiva la scelta di separarsi dal suo top scorer - 41 punti in 47 partite - con «la differente interpretazione delle priorità operative nel breve periodo». Ma quel che fa storcere il naso è soprattutto la tempistica. Ben conoscendo i pregi e i difetti di DiDomenico, perché si è deciso di agire solo ora - quando incombono i playout contro l'Ajoie che l'Ambrì a questo punto dovrà disputare con soli cinque stranieri - e non durante la lunga pausa dedicata ai Giochi olimpici?

Abbiamo rivolto questa e altre domande al direttore sportivo a interim dei Leventinesi Alessandro Benin. «Il fatto che abbiamo agito solo ora dimostra che non è stata una scelta affrettata né presa alla leggera, ma frutto di attente analisi», precisa il DS. «Stiamo per affrontare una fase cruciale della stagione ed è necessario, anzi fondamentale che tutti remino nella stessa direzione».

Ma la penalità di partita (ingenua) con il Losanna e l'indisciplina mostrata con il Davos hanno influito sulla vostra scelta?
«Quando si arriva a una situazione simile non ci si può basare solo sugli episodi. Ci si basa su una situazione globale che non andava nella giusta direzione. Ma ti posso assicurare che una società non si separa da un giocatore unicamente perché prende una penalità di partita, seppur pessima».

Prima ha parlato di fase cruciale della stagione. Una fase cruciale che affronterete con soli cinque stranieri...
«Abbiamo provato a trovare un sostituto e a scambiare DiDomenico senza però riuscirci. Ma alla fine preferiamo concentrarci sui giocatori che abbiamo. Una squadra fatta di persone pronte a remare nella medesima direzione e a seguire la filosofia del club».

Il messaggio che si vuole dare è che nessun giocatore può considerarsi al di sopra del gruppo o del volere dell’allenatore. È corretto?
«Non proprio. Qui c'entra la filosofia del club. E nessuno deve sentirsi al di sopra di essa. Non parliamo di persone. Parliamo di una società che vuole andare in una direzione. E i singoli devono o salire o scendere dal carro. Non c'è una via di mezzo».

Quello che è successo può essere un indizio che Tapola sarà l'allenatore dell'Ambrì anche la prossima stagione?
«No. Questi sono discorsi troppo lontani. Al momento ci concentriamo sull'Ajoie che incontreremo giovedì».

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