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LUGANO

100 nuove aziende e 400 negozi: Foletti "gongola": «È un progetto di successo»

Il sindaco della Città rinnova per altri quattro anni il Plan B, per «rafforzare il ruolo di Lugano come polo internazionale per infrastrutture digitali»
TiPress
100 nuove aziende e 400 negozi: Foletti "gongola": «È un progetto di successo»
Il sindaco della Città rinnova per altri quattro anni il Plan B, per «rafforzare il ruolo di Lugano come polo internazionale per infrastrutture digitali»

LUGANO - Lugano tira dritto sulle crypto, perché «Plan B è un acceleratore per migliorare la qualità di vita dei cittadini», parola di sindaco, Michele Foletti. Anche se, stimare il volume d'affari generato «non è ancora possibile».
A quattro anni dall’avvio del Plan B, definito dai suoi fondatori come progetto di «innovazione digitale» volto alla diffusione dei pagamenti in criptovalute e della tecnologia blockchain, la Città, in partenariato con Tether, società emittente dell’omonima stablecoin, rilancia la «Fase II» dell'intesa, sottoscrivendo oggi (martedì 3 marzo) un nuovo Memorandum valido per il prossimo quadriennio (2026-2030).

Dunque, se fin qui il fine ultimo dell'iniziativa, partita nel 2022, è stato quello di «adottare le criptovalute nella quotidianità» attraverso «attività di formazione innovazione e trasformazione digitale», oggi in conferenza stampa il sindaco di Lugano, Michele Foletti e il CEO di Tether, Paolo Ardoino, hanno annunciato i prossimi step del protocollo - fresco di rinnovo - che, in riva al Ceresio, eleva le valute digitali (Bitcoin e USDT di Tether) a valide forme di pagamento di servizi comunali, tasse e transazioni, al pari del franco.

Negozi abilitati e nuove imprese, «un successo» - Pagamenti digitali che, anche attraverso i LVGA validi all'interno del circuito MyLugano, vengono attualmente accettati in «400 commerci cittadini», mentre nella prima fase della "scommessa" digitale si sono insediate «oltre 100 aziende attive in ambito fintech e blockchain», start-up incluse.

«È stato un successo»: Foletti non ha dubbi nel definire i primi 4 anni dell'iniziativa. «Vedo una città che non mi sarei mai immaginato così avanti nell'utilizzare le nuove tecnologie che stanno cambiando il mondo. Ci siamo detti che non dovevamo subirle ma sperimentarle, superando tutte le paure».

Per i detrattori che in questi anni avevano previsto "danni" per la piazza finanziaria luganese arriva puntuale la frecciatina: «Non è successo, non abbiamo distrutto la piazza finanziaria e il tempo ci ha dato ragione: non abbiamo messo a rischio le finanze pubbliche», al contrario «abbiamo aggiunto e portato competenze con i percorsi formativi frequentati da professionisti».

Quanto invece ai prossimi passi, Foletti aggiunge: «Ora porteremo avanti forum, education, allargando gli orizzonti. Andiamo più in profondità senza delegare niente a nessuno e con scopi anche etici e morali: abbiamo costituito una fondazione per l'educazione, la promozione, aiutando anche il territorio».

Al centro della seconda fase, tra gli altri, «il supporto alla digitalizzazione del commercio: sogno Lugano hub per il trade e la digitalizzazione delle commodoty». Il sindaco non dimentica anche «l'identità digitale», che deve essere «rispettosa della privacy, come quella introdotta per la nostra città» senza dimenticare «la sperimentazione dell'IA in ambienti controllati».

«Non è speculazione» - A parlare anche il CEO di Tether, Paolo Ardoino: «Oggi Plan B è l'evento culturale del settore più importante al mondo, dove si propone un'idea di rivoluzione e adeguamento finanziario, non di una speculazione». E ancora, «come Tether siamo di supporto alla Città, già lungimirante di suo. Il processo ha funzionato come un'unione genuina di pubblico e privato». Qualche cifra? «Investimenti in start up di Tether e partner sono stati in questi 4 anni di decine di milioni di franchi».

Quanto invece al futuro delle Cripto che, come nel caso di Bitcoin, non navigano in ottime acque, spiega che «il Bitcoin è nato meno di 20 anni fa, è molto nuovo e richiede educazione». Non è una moneta «imposta dai governi» e richiede comprensione da parte del cittadino, ci vuole del tempo. Ma se guardo alla nascita di entrambe, rispetto all'euro forse abbiamo fatto meglio noi». Se l'obiettivo è la crescita del capitale, non c'è dubbio: Bitcoin ha fatto meglio.


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