La Svizzera e la gestione delle crisi: «Mancano piani e personale»

Un rapporto dell'Ufficio federale della protezione civile (BABS), pubblicato lo scorso agosto, mostrava risultati allarmanti.
CRANS-MONTANA - Una tragedia di così tale portata difficilmente gestibile da un unico sistema sanitario. La Svizzera, per prestare l'assistenza e le cure agli oltre 100 feriti, ha dovuto chiedere aiuto ad altri Paesi europei.
Due anni fa - come scrive il Tages-Anzeiger - gli esperti avevano lanciato l'allarme: «La preparazione alle catastrofi in Svizzera è inadeguata». A loro si era aggiunto il grido d'allarme dei medici: «Il Paese va in crisi con oltre 25 feriti gravi». A queste preoccupazioni aveva risposto l'allora Consigliera federale Viola Amherd, che si era difesa dicendo che quella stima «non era realistica».
Il rapporto dell'Ufficio federale della protezione civile - Adesso salta fuori un rapporto - pubblicato lo scorso mese di agosto - dell'Ufficio federale della protezione civile (BABS) che torna a ribadire la vulnerabilità del sistema sanitario svizzero di fronte ad eventi di crisi.
«È un errore di calcolo credere che il sistema sanitario possa gestire situazioni eccezionali senza problemi» viene specificato nel rapporto. E questo «a causa della valutazione storicamente bassa della probabilità che si verifichino tali situazioni», che ha come conseguenza il fatto che il sistema sanitario ha trascurato misure, o addirittura si è astenuto del tutto dall'adottare misure» si legge sul Tages-Anzeiger.
Gli ospedali non hanno fondi per la preparazione alle catastrofi - Gli autori del rapporto scrivono che «mancano programmi di formazione, pianificazione, capacità sufficienti e risorse aggiuntive disponibili a livello nazionale, come personale, logistica, strategie di distribuzione dei pazienti e infrastrutture». Altra nota dolente: le esercitazioni. Che richiedono «risorse e personale aggiuntivi, che potrebbero compromettere le normali operazioni», ma «molti ospedali sono sottoposti a forti pressioni finanziarie» e questo si riflette sulla «loro capacità di prepararsi alle crisi».
Non è ancora possibile valutare la gestione della crisi dopo Crans-Montana - Dopo la catastrofe di Crans-Montana, «è ancora troppo presto per valutare la gestione della crisi. Tuttavia, è prevedibile che la questione dello stato di preparazione della Svizzera alle catastrofi diventerà ora ancora più urgente», anche se «le misure di austerità del governo federale stanno colpendo anche Katamed (la Rete nazionale per la medicina delle catastrofi), che ha gestito i trasferimenti degli ustionati di Crans-Montana negli altri ospedali europei.



