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«Crisi societarie? I giocatori le avvertono, eccome»

Michaël Ngoy si è soffermato sulla crisi dell'Ambrì: «Weibel una bella luce».
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«Crisi societarie? I giocatori le avvertono, eccome»
Michaël Ngoy si è soffermato sulla crisi dell'Ambrì: «Weibel una bella luce».
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AMBRÌ - Ad Ambrì sono giorni delicati. Da una parte c'è una squadra che arranca e fornisce prestazioni altamente deludenti, dall'altra c'è il lavoro dietro le quinte, quello da cui dipende il futuro dell'Ambrì. Un primo tassello è stato annunciato domenica con Lars Weibel che, da giugno, diventerà il nuovo direttore sportivo dei biancoblù. Una notizia importante per tutto l'ambiente, un segnale che si vuole costruire qualcosa di solido nei prossimi anni. Ma quanto le crisi societarie influenzano i primattori chiamati a scendere sul ghiaccio? Lo abbiamo chiesto all'ex difensore dell'HCAP Michael Ngoy.

«I giocatori ci pensano eccome. Mi viene in mente il 2003 a Losanna, dove regnava un bel casino su più fronti, che ci aveva portato a concludere la regular season all'ultimo posto. Ricordo che c'era sempre una nuova persona del Consiglio d'amministrazione che veniva nello spogliatoio a dirci "Dovete vincere altrimenti sarà difficile per noi trovare sponsor". Per la squadra era diventata una situazione molto pesante e insostenibile, che aveva influenzato di molto i risultati sul ghiaccio. Anche più recentemente, sempre a Losanna, c'era Petr Svoboda che voleva fare tutto. Per i giocatori era diventato un incubo, una figura ingombrante. Un giocatore, per rendere al meglio, deve avere la mente libera. Tutto deve essere sano e, quando ci sono diversi problemi fuori dal ghiaccio, lo si avverte».

Ti aspettavi una stagione così complicata in Leventina?
«Guardando l'aspetto sportivo, tutti sapevano che sarebbe stata una stagione difficile. Il livello degli stranieri è troppo basso, i portieri - seppur bravi - non vincono mai una partita da soli. Sappiamo quanto queste due "caselle" siano imprescindibili per una squadra come l'Ambrì. Con un 88/89% di save, Senn e Wüthrich stanno disputando un campionato normale, se così si può dire. E questo non basta... Sul tema stranieri, c'è DiDomenico Top Scorer con 26 punti, ma con una statistica +/- addirittura di -21, la peggiore della Lega. E anche Joly non segna da tantissime partite... (un gol nelle ultime undici partite, ndr). Con un simile quadretto non ci si può aspettare granché».

Ambrì penultimo a sei lunghezze dal 12esimo posto... Sei preoccupato?
«Più che a me bisognerebbe chiedere ai tifosi dell'Ambrì. Mi sembra però che un po' di preoccupazione ci sia in vista del finale di stagione. Attualmente le squadre che stanno lottando con i biancoblù per sfuggire alla finale playout stanno molto meglio. E, non va dimenticato, che i punti di ritardo sono già sei. Non sono pochissimi, anzi... Quindi sì, è innegabile che un po' di preoccupazione ci debba essere. L'Ajoie non avrà niente da perdere, dispone di stranieri che sanno innalzare il loro livello quando serve».

Una piccola luce, domenica, l'ha portata Lars Weibel...
«Una bella luce direi per l'Ambrì, un messaggio importante per tutto l'ambiente. So che i tifosi in questo momento sono un po' arrabbiati e delusi, ma Weibel è una notizia molto positiva. Un grande profilo per l'Ambrì... Vi dirò, il suo ingaggio mi ha quasi stupito... È stato un grande portiere, conosce alla perfezione l'hockey svizzero, il business e soprattutto ha tanti contatti. Certo, per lui sarà praticamente tutto nuovo, non avendo mai svolto questo mestiere, ma ha sicuramente gli argomenti per svolgere un ottimo lavoro. Il lavoro non gli manca e ci saranno tantissime cose da fare prima di giugno (momento in cui entrerà in carica ufficialmente, ndr). Per questo, sono sicuro che stia già lavorando attivamente per l'Ambrì».

Alla Gottardo Arena gira il nome di Lars Leuenberger come prima scelta nel ruolo di allenatore. Tu cosa ne pensi?
«Non ho sentito nulla, ma so che Weibel ha una rete importante di contatti. Lars sarebbe perfetto per l'Ambrì e penso che anche per lui sarebbe una bella occasione per tornare a fare l'head coach. Ad ogni modo per il ruolo dell'allenatore c'è tempo, il club non deve avere fretta. Landry e Matte? Hanno preso in mano la squadra nel mezzo della stagione e anche per loro non deve essere evidente lavorare senza sapere se l'anno prossimo saranno ancora lì. In questo momento la situazione ad Ambrì è davvero pesante per tante persone».

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