La chiamavano Mary Magdalene

Il suo primo intervento di chirurgia estetica lo aveva fatto a 21 anni. Poi è stata una corsa inarrestabile di operazioni di chirurgia estetica. Fino alla morte, avvenuta a soli 33 anni.
Una tragedia - Il suo amore per la chirurgia estetica è stata la sua ragione di vita e, tragicamente, anche quella della sua morte. Del suo aspetto fisico, trasformato da centinaia di operazioni chirurgiche, sembrava essere molto orgogliosa ma, con il tempo, era diventata sempre più consapevole che questa sua ossessione si era trasformata in una autentica schiavitù, dalla quale ha cercato di liberarsi buttandosi dal nono piano di un hotel in Thailandia. E' morta così, a soli trentatré anni, Mary Magdalene, al secolo Denise Ivonne Jarvis Gongora, la content creator di origine messicane e canadesi il cui corpo senza vita è stata trovato riverso a ridosso del Patong Towerl la mattina del 9 dicembre scorso. Come ultimo saluto social, l'influencer ha deciso di condividere, senza aggiungere alcun commento, una sua foto da bambina ed un video tratto dal celebre film 'The Truman Show', nel quale il protagonista, inchinandosi verso la telecamera, saluta dicendo “E nel caso non vi rivedessi, buon pomeriggio, buonasera e buonanotte”. La ragazza aveva anche cambiato il nome di uno dei suoi account Instagram in 'MaryMagdaleneDied'. Per i suoi migliaia di follower si è trattato di un ultimo saluto prima di porre fine ad una vita a dir poco travagliata.
FacebookChi era Mary Magdalene? - Cresciuta in Canada da una famiglia severa e profondamente religiosa, la donna aveva iniziato ad assumere droghe già all'età di dodici anni mentre a diciassette aveva iniziato a lavorare in diversi locali notturni come spogliarellista ed escort. A ventuno anni aveva avuto il suo primo intervento di chirurgia estetica, dando inizio a quella spirale di ossessione e dipendenza che l'aveva portata a sottoporsi ad innesti di impianti mammari sempre più grandi, arrivando ad avere una coppa 38j, tre rinoplastiche, svariati trasferimenti di grasso sulle guance e le labbra e diversi interventi ortodontici. Aveva inoltre fatto numerosi filler alle labbra e un sollevamento dei glutei 'alla brasiliana'. Nel 2018 era diventata famosa per essersi sottoposta ad un intervento chirurgico, che le era quasi costata la vita, per “progettare la propria vagina su misura”, e da allora era diventata una personalità che teneva banco sui social media con il racconto delle proprie trasformazioni fisiche, per le quali era arrivata a spendere la cifra di quattrocentosettanta mila euro. Qualche anno fa la donna aveva suscitato parecchio scalpore per aver deciso di tatuarsi il bulbo oculare, ma l'inchiostro giallo in eccesso era poi fuoriuscito macchiandole la pelle della zona circostante. Nel 2023, una delle sue enormi protesi al seno, era invece esplosa lasciandola temporaneamente con un solo enorme seno. Ultimamente si era sottoposta ad un'ultima rinoplastica “per avere il naso alla Barbie” e ad un lifting agli occhi desiderando avere uno sguardo felino, oltre ad un blackout tattoo, uno stile di tatuaggio che copre intere aree del corpo con un inchiostro nero, sostenendo che “faceva impazzire gli uomini”. Mary Magdalene era anche una artista con un discreto seguito, per via dei suoi dipinti psichedelici, sculture e autoritratti e sono in tanti ora, compreso il fratello, a rimpiangere di non aver investito più tempo per conoscerla meglio. Più volte, nel suo canale YouTube, l'influencer aveva rimarcato il fatto che non fosse sua intenzione sostenere che la chirurgia plastica dovesse essere un obbligo per tutti, ma per lei era stato “una sorta di hobby” che però “l'aveva intrappolata in un ciclo infinito”, privandola di ogni energia e di una parte consistente delle proprie finanze.
Maledetti filtri - La morte di questa giovane donna, vittima della sua stessa ossessione per l'estetica, non può non indurre ad una seria riflessione su quanto la cultura dell'apparenza stia spingendo sempre più persone ad essere schiave del proprio aspetto fisico, arrivando a trasformare completamente la propria fisicità, alla ricerca di apprezzamenti ed un maggior seguito sui social media. Le cause di questa ricerca spasmodica di una irraggiungibile perfezione fisica ha varie cause, quali svariati condizionamenti sociali o disturbi legati alla sfera psicologica, che però hanno indubbiamente trovato nei social network un terreno fertile nel quale proliferare. La cosiddetta 'snapchat dysmorphia' si riferisce proprio al fenomeno per il quale sempre più persone ricorrono alla chirurgia estetica per poter apparire come nei selfie scattati con l'utilizzo di filtri, quindi nella migliore, ma irreale, versione di se stessi. Il fatto che tramite l'utilizzo dei filtri si possano scattare delle fotografie nelle quali si appare con un naso perfetto o gli occhi più grandi, una pelle liscia e senza imperfezioni ed un incarnato di porcellana, sta spingendo sempre più persone a sviluppare dei disturbi di salute mentale quale il disturbo dismorfico corporeo a causa del quale la persona che ne è affetta è portata a sviluppare una vera e propria fissazione per i difetti percepiti, reali o meno, del proprio aspetto fisico, adottando degli atteggiamenti compulsivi che compromettono la propria qualità di vita.
FacebookIl momento d'oro della chirurgia estetica - La storia di Mary Magdalene non è certo un caso isolato, e abbiamo avuto già modo di parlare di quanto l'ossessione per la chirurgia estetica abbia tragicamente condizionato la vita di molte altre persone. In una società performativa che, a livello globale, pone standard di successo sempre più elevati, la bellezza artefatta, frutto di operazioni estetiche, finisce per sembrare l'unica via possibile per raggiungere una propria affermazione sociale e la popolarità che ormai passa solo attraverso i social media. Non è un caso che la chirurgia estetica stia vivendo un periodo d'oro, e vi sono dei Paesi al mondo nei quali essa rappresenta un aspetto fiorente dell'economia nazionale.
In Corea se sei bello non ti tirano le pietre - La Corea del Sud è considerata la capitale mondiale di questo tipo di operazioni chirurgiche, avendo anche sviluppato delle tecniche all'avanguardia in questo campo. La società coreana è fortemente condizionata da un ideale di bellezza ritenuto indispensabile per l'affermazione sociale e professionale dell'individuo, motivo per il quale un numero elevatissimo di uomini e donne si sottopongono ad interventi di blefaroplastica, per ottenere degli occhi più grandi, di rinoplastica e di rimodellamento mandibolare. In Corea del Sud, un classico regalo per il compimento dei diciotto anni è proprio la blefaroplastica, che è sicuramente l'operazione estetica più diffusa tra la popolazione coreana, sempre più propensa a spendere delle cifre considerevoli per migliorare il proprio aspetto fisico, considerandolo un elemento indispensabile per poter avere migliori chance lavorative. Anche l'Argentina si pone come leader mondiale per le operazioni di rinoplastica e blefaroplastica, mentre il Brasile è noto per gli interventi di rimodellamento del corpo, quale la liposuzione e il sollevamento dei glutei. Negli Stati Uniti vi è invece una maggiore richiesta di filler e botox, mentre la Thailandia e la Turchia si stanno affermando come mete ideali per un turismo medico che prevede delle operazioni di chirurgia estetica a basso costo.
Boom di interventi, ma dietro c'è tanta fragilità - Secondo il Global Survey 2024 della Internationl society of AestethicPlastic Surgery, nel mondo vengono eseguite circa trentotto milioni di procedure estetiche all'anno, con un aumento del 40% rispetto al 2020, che comprendono sia interventi chirurgici che procedure meno invasive. Sono dati che riflettono la realtà che ci circonda, fatta di una costante ricerca di un proprio miglioramento estetico che, in moltissimi casi, nasconde delle fragilità psicologiche che non sono state affrontate in maniera adeguata. Sarebbe quindi importante chiedersi se l'aspetto appariscente dietro cui si nascondono certi disagi personali non rischi di sviare l'attenzione proprio da questi ultimi che andrebbero invece affrontati in maniera seria ed organizzata. Non si tratta, infatti, di censurare il ricorso agli interventi di chirurgia estetica, ma di cogliere per tempo, specialmente quando si parla di persone molto giovani, quei segnali di disagio che spesso ne costituiscono la motivazione principale. Sui social media si parla molto di body positivity, ossia dell'accettazione della propria fisicità naturale, ma la realtà dei fatti è che gran parte del successo in queste piattaforme è veicolato all'apparire, e ciò rischia di condizionare in negativo un numero crescente di giovani.
Appendice 1
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